Santi Guerrieri denuncia la deriva sanitaria in atto

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LUCCA – “Rossi, con il beneplacito di Polimeni, sta mettendo in atto un piano dissennato alle spalle dei cittadini, con il chiaro obiettivo di creare una sanità di serie b, attraverso lo svilimento dei servizi negli ospedali ritenuti periferici in favore di quelli delle zone più centrali, che pure presentano gravi carenze strutturali”.

Non ci sta Marco Santi Guerrieri, coordinatore lucchese di Fratelli d’Italia-An e candidato consigliere alle prossime regionali, alla politica dei tagli del Presidente Enrico Rossi, che attraverso un depotenziamento de facto dei presidi ospedalieri delle aree più decentrate rischia di causare la paralisi dell’intero sistema sanitario.

La cancellazione di alcuni reparti strategici in Versilia, che verranno raggruppati in un’unica sezione – afferma- risponde ad una chiara logica: quella di rimediare, attraverso tagli che vanno a pesare sulla qualità dell’offerta agli utenti, al deficit di bilancio accumulato negli ultimi anni.

Per quanto riguarda, invece, la riorganizzazione degli ospedali San Francesco di Barga e Santa Croce di Castelnuovo non solo si rischia di impoverire drasticamente l’offerta sanitaria di Mediavalle e Garfagnana, andando a sradicare due eccellenze territoriali nel campo della chirurgia e dell’ortopedia – avverte- ma si pone anche il problema dello smistamento dei servizi cancellati verso il San Luca di Lucca, struttura che già ha dimostrato tutti i suoi limiti. In particolare, riaffiora il problema dei posti letto, sino ad ora rivelatisi insufficienti ad assicurare il regolare svolgimento dell’attività prevista”.

Sul punto è da registrarsi anche la dura presa di posizione dell’ Associazione “per non morire”, che in una nota trasmessa a Santi Guerrieri evidenzia la perdita di almeno 100 posti letto nel passaggio al nuovo ospedale.

“A nulla valgono le rassicurazioni di Polimeni – spiega Guerrieri – in ordine ad una sanità territoriale capace di ovviare alle carenze endemiche del San Luca. L’intero sistema, come testimonia il documento pervenutomi, versa in uno stato di profonda sofferenza”.

Le problematiche non sono riducibili al solo aspetto sopracitato: “L’associazione ricorda giustamente – continua Guerrieri – che una legge nazionale, la n.226/2005, vieta il fenomeno delle c.d ‘Liste bloccate’. Ci sono persone, molto spesso anziane e gravemente malate, costrette ad attendere mesi per quello che è, a tutti gli effetti, un diritto”.

Oltre a tutto questo, Santi Guerrieri si sofferma sulla preoccupante situazione scaturita da un riordino che già provoca un’acuta forma di disagio assistenziale, destinata ad ingigantirsi nel tempo: “Il quadro che emerge- ammonisce – è quello di un sistema sanitario locale in perenne involuzione: si moltiplicano assenze e certificati, perché lo stress causato dalla carenza di personale e dai conseguenti turni massacranti è troppo difficile da sopportare”. Non solo: un campanello d’allarme inequivocabile, sempre in termini di riordino, è quello lanciato dalle categorie di medici ed infermieri: “La Regione Toscana – spiega Santi Guerrieri – nel suo disegno comprensivo di tre grandi Asl, ha attinto a piene mani dal Jobs Act, mettendo una contro l’altra due categorie di professionisti che lottano per il benessere del paziente: medici e infermieri. Questi ultimi vengono muniti di competenze ulteriori, dando luogo ad un risparmio salariale e ad un effettivo demansionamento del personale medico, in spregio a quella sicurezza degli assistiti che dovrebbe essere costituzionalmente garantita”.

Santi Guerrieri mette inoltre in evidenza come i promotori di questa politica vogliano ad ogni modo cercare di rendere meno impopolari i tagli, vendendoli all’opinione pubblica come manovre pensate per ottimizzare l’organizzazione e l’erogazione dei servizi.

“Rossi e i suoi- spiega- rendendosi conto di quanto sia nociva un’ azione simile, pensano di poter indorare la pillola parlando di grandi investimenti e mascherando il tutto come una sorta di riqualificazione e addirittura potenziamento delle strutture sanitarie. Ma chi credono di prendere in giro?”.

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