Da una foto è nata una polemica probabilmente destinata a durare fino ai giorni delle elezioni del 24 e 25 maggio, anche per i suoi risvolti politici nella campagna elettorale. È quella divampata a Viareggio, che ha come soggetto l’asse di penetrazione e ha visto dibattere da una parte chi si è battuto per non farla – o trovare un’alternativa – dall’altra chi invece il progetto lo ha seguito e ne va fiero. In sintesi, da un lato l’ex candidata alle primarie del centrosinistra Antonella Serafini che ora sostiene la candidatura di Federica Maineri e dell’altra i civici di Fare Viareggio, lista fondata dai tre ex assessori delghingariani Federico Pierucci, Valter Alberici e Sandra Mei, che invece sostengono la candidatura di Marialina Marcucci.
La ‘contestazione’ da parte della lista dei 3 ex assessori è nata a seguito di una foto generata con l’Intelligenza Artificiale da Serafini. Una foto dove si mostra una ipotetica asse di penetrazione da via Indipendenza a via Salvatori con uno sviluppo lineare di 550 metri e una larghezza media di occupazione pari a circa 33 metri che, stando a quanto riferito da Serafini “Non è a raso ma alto circa un metro e mezzo e deve trasportare il peso di 280 tonnellate” in una area “riconosciuta come bene paesaggistico, pertanto qualsiasi intervento, anche di minore impatto, è vietato da una serie di leggi che tutelano l’ambiente e la sua storia” e sottolineando che “Tutto questo non può essere ignorato, pertanto attendiamo che i/le candidati/e a sindaco si esprimano quanto prima e con chiarezza in merito”.
Da Fare Viareggio è arrivata una piccata risposta in merito. “Nei giorni scorsi è circolato un render prodotto con l’AI – dicono in una nota – un’immagine che non corrisponde ad alcun documento ufficiale, ad alcuno studio tecnico, ad alcuna delle commissioni consiliari che hanno lavorato alla variante urbanistica per l’asse di penetrazione. Chi lo ha messo in giro, Antonella Serafini, della compagine di Federica Maineri, ha partecipato a quelle commissioni e lo sa benissimo, ma ha scelto di mostrare ai cittadini qualcosa di falso. Non è informazione. È inganno. E noi non lo accettiamo”.
Dalla lista si prosegue specificando che “L’asse di penetrazione non è un’opinione: è un progetto reale, costruito su anni di lavoro istruttorio, con documenti e studi tecnici che chiunque può leggere” difendendo il lavoro intrapreso dai suoi fondatori quando erano nell’attuale amministrazione fino ad arrivare a precisare che “Noi non usiamo immagini di fantasia per spaventare i viareggini — proseguono – usiamo i documenti, quelli veri, quelli che esistono. L’asse di penetrazione si farà, perché è giusto per chi lavora, per chi abita in Darsena e per il futuro di questa città”.
Una affermazione che se da un lato dimostra di essere in linea col lavoro svolto dall’attuale amministrazione guidata dalla fazione delghingariana oggi concorrente, stona un po’ con quanto detto dalla stessa Marcucci.
Durante la presentazione dei punti fondanti del programma la candidata sull’argomento asse di penetrazione più che dire “Sì, senza sé e senza ma” aveva precisato di essere “favorevole a risolvere il problema della viabilità che deve servire a cantieristica e refitting ma deve essere trovato un modo utile anche per i cittadini, senza danneggiare l’ambiente, dove se si toglie il verde lo si rimette, e con una ciclabile” sottolineando poi il suo ‘niet’ ad una “strada solo per le barche”.
Sulla vicenda intanto si è schierata Italia Nostra Versilia. “Nel 2023 il consiglio comunale di Viareggio ha deliberato l’adozione della pista non asfaltata per solo il transito dei natanti, chiusa negli altri giorni – spiega Claudio Grandi, vicepresidente della sezione locale – successivamente ha approvato una variante semplificata relativa. Come di sua competenza, il parco di San Rossore ha prima fatto delle prescrizioni riguardo al progetto della pista doveva essere sopraelevata con dei passaggi, tunnel, che consentissero il transito degli animali come rane ed altro. Quindi poi nel 2025, sempre il Parco, aveva bocciato il tracciato troppo impattante sull’ambiente in relazione alle leggi Europee Natura 2000. Italia Nostra ha sempre preferito il tracciato che potrebbe passare a Nord dello stadio, con un riordino della viabilità della Darsena, nuovi parcheggi e navette di collegamento per smaltire il traffico. Non per ultimo un notevole risparmio monetario per i cittadini”.
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