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Elezioni Viareggio, Marcucci ci pensa e lascia la Fondazione. Cosa ha fatto in 10 anni da presidente

“Sono onorata che solo uno ci pensi. Se sono in tanti li ringrazio e la cosa mi mette in fortissimo imbarazzo. Se me lo avessero chiesto senza tutto questo movimento avrei detto di no. Ora devo valutare la responsabilità che mi viene addosso nel dire di no. Non sono ancora pronta e non so se sono in grado di farlo”. In conferenza stampa davanti ai giornalisti, dopo vari no, Maria Lina Marcucci, presidente uscente della Fondazione Carnevale di Viareggio, inizia a socchiudere la porta alla possibilità di correre per la carica di sindaco alle prossime elezioni comunali del 24 e 25 maggio. Se accetterà la sfida o meno, non lo sappiamo.
L’ultima volta che ha accettato una sfida in città, fu quella di diventare la prima presidente donna della Fondazione Carnevale di Viareggio nel 2016. Arrivava dopo la presidenza del commissario Stefano Pozzoli che, oltre a rimettere a posto i conti e praticamente salvare la manifestazione, aveva portato anche l’idea di fare le sfilate il sabato per incentivare l’arrivo di turisti da più parti di Italia e non solo, per farne godere anche le attività cittadine.
Un’idea che Marcucci ha mantenuto per tutto il periodo della sua presidenza. Ma non è la sola cosa fatta. A parte aggiungere il corso mascherato del giovedì grasso, valorizzare il museo, fare record su record di incassi – ultimo quello registrato quest’anno con 448mila presenze e 5,2 milioni di euro a cui fanno da contraltare l’aumento dei cumulativi da 30 a 40 euro (in sconto) e dei biglietti singoli da 18 a 22 – e portare il Carnevale in giro per l’Italia attraverso esposizioni, video promozionali, eventi culturali, pubblicità cadenzata al momento opportuno su media nazionali come la Rai e non solo, sicuramente il lascito più grande della presidenza Marcucci è quello di aver fatto fare un cambio di passo sia alla manifestazione diventata di caratura sempre più internazionale che alla Fondazione Carnevale stessa.
Per spiegare in poche parole l’immenso lavoro fatto, senza fare la ‘lista della spesa’, forse basterebbe un dato: se pochi anni fa il Sole 24 Ore stimava un giro economico per il Carnevale – compreso l’indotto – di 24 milioni di euro, oggi le stime di Cna parlano di 80 milioni.
A livello mediatico, grazie all’immenso lavoro fatto dietro le quinte, la popolarità della manifestazione è indubbiamente cresciuta con tv e giornali da ogni angolo del globo che arrivano puntualmente ogni anno.
La Fondazione Carnevale è sicuramente oggi un qualcosa di decisamente professionale dove l’improvvisazione trova sempre meno spazio rispetto al passato. Facendo un esempio banale, manifesto e date del baccanale dell’anno successivo vengono rese note nei giorni della manifestazione, di modo da permettere ai tour operator e non solo di organizzarsi. Tutto viene già impostato per l’anno e gli anni a venire, come il triennio che detta promozioni e retrocessioni messo sistematicamente per tempo a calendario di modo sia di svecchiare le categorie che, soprattutto agevolare i carristi – e le aziende – per la programmazione.
La canzone ufficiale da essere fatta da artisti locali è stata via via affidata a cantanti di fama nazionale, ultima Rita Pavone che ha firmato quella del 2026.
Un fatto quest’ultimo che se, da una parte ha dato ancor maggior risalto alla manifestazione su scala nazionale, dall’altro ha un po’ incrinato i rapporti della Fondazione con tanti viareggini che delle musiche del carnevale ne fanno motivo di orgoglio. E ad andare a cercare il pelo nell’uovo, il ‘freddo’ verso molti cittadini e carnevalari proveniente dalla Fondazione per vari aspetti – dal ‘caso carrette’ alla non più contemporanea diretta tv fino all’introduzione ed eliminazione della sfilata delle scuole al martedì grasso – è forse l’unico neo che gli si può imputare.
Di sicuro, e qui pochi potranno dire di no, Marcucci è stata con ogni probabilità la miglior presidente della storia della Fondazione Carnevale di Viareggio lasciando le basi – oltre al parco tematico per cui ha gettato le fondamenta – per un futuro che si preannuncia roseo per la manifestazione.


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