Una candidatura sospesa fra due esiti in cui a pagare è sempre qualcun altro. Santini chiede una verifica formale sulla posizione del Presidente della Fondazione Festival Pucciniano
“Se sarà eletto, cosa farà? Tenterà di farsi riconfermare alla testa della Fondazione Festival Pucciniano, vanificando, di fatto, il voto espresso in suo favore, oppure prenderà il seggio in Consiglio comunale, lasciando ad altri il peso degli onerosi impegni che oggi sta assumendo a piene mani, e che da tempo abbiamo posto sotto critica?” È la domanda che Alessandro Santini, consigliere del gruppo misto, pone a mezzo stampa nei confronti di Fabrizio Miracolo, attuale presidente della Fondazione e candidato nella lista Viareggio Democratica a sostegno di Sara Grilli.
“Una candidatura – sostiene Santini – non può vivere sospesa fra due esiti in cui a pagare è sempre qualcun altro: in un caso, gli elettori che hanno dato il voto; nell’altro, la città che eredita gli impegni. È a questa domanda, non a un’eccezione di parte, che Viareggio ha diritto di avere risposta prima delle urne del 24 e 25 maggio”.
Il presidente della Fondazione Festival Pucciniano è candidato per la carica di consigliere comunale nella tornata del 24 e 25 maggio 2026. “Non risulta aver rassegnato le dimissioni prima della presentazione delle liste – sottolinea il consigliere del gruppo misto – continua a essere indicato e ad agire come presidente dell’ente fondato dal Comune, finanziato in modo continuativo dal bilancio comunale e nel cui statuto la nomina del presidente è di competenza del sindaco. Esercita inoltre, di fatto, le funzioni di direzione generale dell’ente, atteso che la recente nomina del nuovo direttore generale, già oggetto di formale interrogazione consiliare a mia firma per essere stata adottata senza procedura selettiva pubblica e in violazione delle previsioni statutarie, risulta priva dei requisiti minimi di legittimità”.
“In questa duplice condizione – puntualizza Santini – il presidente continua, a poche settimane dal voto, a deliberare atti di particolare rilievo e ad assumere impegni di significativa portata economica e organizzativa, destinati a vincolare la Fondazione ben oltre la scadenza del mandato amministrativo del Comune che la partecipa”.
Negli ultimi giorni la delibera di avvisi di selezione di personale a tempo indeterminato emessa dalla Fondazione era stata oggetto di critiche da parte di liste afferenti ai candidati sindaco e da parte dello stesso Santini, capolista di una lista a sostegno di Marialina Marcucci.
“È in corso una vera e propria campagna di dichiarazioni programmatiche sul futuro dell’ente, sui contenuti e sugli investimenti delle prossime stagioni, sui rapporti con i partner istituzionali – commenta Santini – Sono atti e parole che spettano agli organi di una Fondazione che non ha alcuna autorizzazione a comportarsi come un comitato elettorale.
Non si tratta di un dettaglio formale né di una schermaglia di campagna: è un nodo istituzionale che il legislatore ha deciso di prevenire con norme precise”.
Santini si riferisce agli articoli 60 e 63 del Testo unico degli enti locali (Disegno di Legge 267/2000) che disciplinano rispettivamente l’ineleggibilità e l’incompatibilità a consigliere comunale per chi ricopre cariche apicali in enti che hanno con il Comune rapporti continuativi di servizio, sovvenzione o partecipazione e al decreto legislativo dell’8 aprile 2013, n. 39 — la cosiddetta ‘legge Severino’ — estende la disciplina ai presidenti degli enti privati in controllo pubblico e impone scelte tempestive in caso di elezione.
“Sono norme poste a presidio dell’articolo 97 della Costituzione – chiosa Santini – che dell’imparzialità e del buon andamento della pubblica amministrazione fa principio fondamentale. Per queste ragioni, in qualità di consigliere comunale ho trasmesso una formale richiesta di verifica al segretario generale del comune di Viareggio, all’ufficio elettorale, alla commissione elettorale circondariale, alla prefettura e ai responsabili della prevenzione della corruzione e della trasparenza del Comune e della Fondazione”.
“Si chiede di accertare – specifica Santini – prima del voto, se sussistano profili di ineleggibilità ai sensi dell’articolo 60 Tuel (ovvero, in caso di elezione, di incompatibilità ai sensi dell’articolo 63 Tuel e dell’articolo 7 del D.Lgs. 39/2013, ndr) e di adottare ogni provvedimento di competenza, compresa la sospensione cautelare degli atti gestori della Fondazione che potessero risultare incisi dai vizi segnalati. Non chiediamo processi e non avanziamo accuse personali. Chiediamo chiarezza, rispetto delle regole, correttezza verso gli elettori”.




