Emergenza abitativa: “Il Viminale ha sciolto i nodi, il Comune di Viareggio deve ascoltarci”

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VIAREGGIO – “Abbiamo le mani legate, dicono sempre dalle amministrazioni, ma il Viminale ha sciolto i nodi”.
Lo scrive in una nota Michelangelo Di Beo, di Unione Inquilini:

“Da quasi dieci anni asseriamo alla necessità di un censimento del patrimonio immobiliare pubblico e privato in stato di abbandono, necessario al suo riutilizzo per colmare le problematiche dell’emergenza abitativa. In questi giorni, le notizie che arrivano dal Viminale, in merito alla circolare inviata ai prefetti in merito di occupazioni arbitrarie di immobili, ci danno ragione su tutti i fronti, nello specifico partiamo dal decreto Minniti e nello specifico dall’art. 11 : Decreto legge 20 febbraio 2017, n. 14 recante “Disposizioni urgenti in materia di sicurezza delle città”, convertito in legge dalla legge di conversione 18 aprile 2017, n. 48. Decreto Sicurezza “Minniti” Art. 11 Disposizioni in materia di occupazioni arbitrarie di immobili

  1. Il prefetto, nella determinazione delle modalità esecutive di provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria concernenti occupazioni arbitrarie di immobili, nell’esercizio delle funzioni di cui all’art. 13 della legge 1º aprile 1981, n. 121, impartisce, sentito il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, disposizioni per prevenire, in relazione al numero degli immobili da sgomberare, il pericolo di possibili turbative per l’ordine e la sicurezza pubblica e per assicurare il concorso della Forza pubblica all’esecuzione di provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria concernenti i medesimi immobili.
  2. Le disposizioni di cui al comma 1 definiscono l’impiego della Forza pubblica per l’esecuzione dei necessari interventi, secondo criteri di priorità che, (ferma restando la tutela dei nuclei familiari in situazioni di disagio economico e sociale), tengono conto della situazione dell’ordine e della sicurezza pubblica negli ambiti territoriali interessati, dei possibili rischi per l’incolumità e la salute pubblica, dei diritti dei soggetti proprietari degli immobili, nonché dei livelli assistenziali che (devono essere in ogni caso garantiti) agli aventi diritto dalle regioni e dagli enti locali.
  3. L’eventuale annullamento, in sede di giurisdizione amministrativa, dell’atto con il quale sono state emanate le disposizioni di cui al comma 1, può dar luogo, salvi i casi di dolo o colpa grave, esclusivamente al risarcimento in forma specifica, consistente nell’obbligo per l’amministrazione di disporre gli interventi necessari ad assicurare la cessazione della situazione di occupazione arbitraria dell’immobile.

    ( 3-bis. All’art. 5 del decreto-legge 28 marzo 2014, n. 47, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 maggio 2014, n. 80, dopo il comma 1-ter è aggiunto il seguente:

«1-quater. Il sindaco, in presenza di persone minorenni o meritevoli di tutela, può dare disposizioni in deroga a quanto previsto ai commi 1 e 1-bis, a tutela delle condizioni igienico-sanitarie»).

Il 1 settembre 2017, lo stesso Minniti, invia a tutti i prefetti una circolare, questa prevede in sostanza che nel contesto previsto dall’articolo 11 del decreto sicurezza Minniti, si provveda ad una ricognizione e mappatura dei beni immobili privati e delle pubbliche amministrazioni inutilizzati, compresi quelli sequestrati e confiscati.

Sulla base di tale mappatura, dice sempre la circolare, verrà proposto un piano per l’effettivo utilizzo e riuso a fini abitativi.

Crediamo che su queste disposizioni, il Comune di Viareggio non abbia più nessuna alternativa che ascoltarci e formare un tavolo di confronto con i sindacati di riferimento e i movimenti, affinché si disponga un piano dettagliato della mappatura degli edifici e si fermino sfratti e sgomberi fino alla stesura della mappatura stessa. A Viareggio il patrimonio pubblico e privato in abbandono è numeroso, vorremmo proprio conoscere quanti immobili ha la Croce Rossa, la Misericordia, la Chiesa e gli imprenditori che hanno lasciato alberghi, e grosse palazzine in abbandono per decine di anni, alla mercé del degrado. Individuando questo patrimonio pubblico non potrete più dire che le case non ci sono, ma vi resterà solo l’alternativa di utilizzarle per chi una casa non ce l’ha o rischia di perderla.
Dobbiamo inoltre renderci conto che il fallimento di una partecipata pubblica come la Viareggio Patrimonio, non può pesare sulle spalle dei cittadini, quindi, ci opponiamo alla svendita del suo patrimonio immobiliare, chiedendo a Prefetto e giunta comunale, di utilizzare gli immobili in questione per l’emergenza abitativa tutta.
Non avete quindi nessuna scusante per opporvi a queste richieste, perché non provengono solo dall’area di opposizione dal basso a voi  tanto antipatica, ma sono disposizioni del Viminale e leggi dello Stato, che se da voi ignorate o violate, corrisponderanno ad una nostra determinata denuncia sul piano legale. 
Mi rivolgo al Sindaco in primis e all’amministrazione tutta: avete l’opportunità di essere concretamente d’aiuto ai cittadini, di tracciare una linea politica che si demarca sul piano della ragionevolezza e della coscienza collettiva, potete una volta per tutte disporre di elementi legislativi e istituzionali per ribaltare il problema dell’emergenza abitativa, un’ opportunità questa, per riequilibrare il divario tra disuguaglianze e privilegi. Chiederemo un incontro al Prefetto e illustreremo le nostre proposte, perché le case a Viareggio ci sono, ma non intendiamo regalarle alla speculazione edilizia e al sistema che lega palazzinari e politici per i loro interessi privati”.

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