Entra nella tabaccheria e punta la pistola in faccia al commesso

LIVORNO- Casco in testa, sciarpa a coprire il viso. “Dammi tutti i soldi”.E in pochi secondi la fuga con i 600 euro di incasso.

Una rapina a mano armata alle 16.20 di lunedì 18 febbraio nella tabaccheria di Maurizio Nevini e Barbara Galli, in via Garibaldi. Al lavoro c’era il loro unico dipendente: un uomo di 47 anni. Che ha salutato una cliente, poi spostatasi nel bar accanto, trovandosi di fronte il bandito. Poche parole poi, forse grazie all’aiuto di un complice, è scappato in scooter.

“Stavo per arrivare – commenta Maurizio Nevini, titolare della tabaccheria – in quel momento lui era solo”. “È la prima volta che ci capita una cosa del genere – aggiunge la moglie, Barbara Galli – e da quanto ci è stato detto il rapinatore sembrava un giovane di una trentina d’anni, italiano”.

Il malvivente avrebbe parlato senza alcuna inflessione dialettale. Per questo il commesso pensa che sia italiano. Sul posto, dopo la chiamata al 113, è arrivata una volante della polizia di Stato, seguita da due agenti della scientifica per i rilievi. Sulla cassa sarebbero state trovate alcune impronte, ma solo dopo le analisi si potrà capire se sono di chi lavora nella tabaccheria (tre persone: il dipendente, Nevini e la moglie) o del rapinatore, che non avrebbe indossato i guanti.