L’erosione delle coste è una problematica con cui sempre più spesso ci troviamo a fare i conti e il tratto di mare fra Pisa e Livorno in questo senso non fa certo eccezione. E’ questo infatti il risultato degli studi condotti all’interno della tenuta di San Rossore e nei pressi del Calambrone dai ricercatori dell’Università di Pisa, a distanza di circa vent’anni là dove c’erano dune ora c’è il mare.
Nei 12 chilometri di costa a San Rossore, sono stati ritrovati solo 13 dei 24 plot originari: molti non esistono più perché si trovano letteralmente in mare. La causa è l’erosione. Nei 3,5 chilometri di costa di Calambrone, la situazione è altrettanto critica, anche se la causa è diversa: tutti e sei i plot più vicini al mare individuati circa venti anni fa oggi sono scomparsi e al loro posto ci sono degli stabilimenti balneari.
“Quando siamo tornati sugli stessi punti con le coordinate GPS di vent’anni fa – spiega la professoressa Daniela Ciccarelli del Dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa – in alcuni casi non c’era più la duna, non c’era più la spiaggia: c’era il mare. Questo significa che abbiamo perso fisicamente pezzi di costa e di habitat tutelati anche a livello europeo”.
A San Rossore il fattore dominante è l’erosione: tra il 1938 e il 2005 la linea di costa ha registrato arretramenti fino a 400 metri, pari a 6,8 metri l’anno nei tratti più colpiti.
A Calambrone, invece, l’impatto principale è di origine antropica. Nel 2024 lungo il litorale pisano si sono registrate oltre 2,1 milioni di presenze turistiche. La pulizia meccanica delle spiagge e il calpestio continuo compromettono soprattutto le specie annuali della fascia più prossima al mare, come Cakile maritima, che sopravvivono durante l’inverno sotto forma di semi.
Le indicazioni che emergono per gestire la situazione sono concrete e a basso costo: ridurre la pulizia meccanica delle spiagge, installare passerelle in legno per convogliare il flusso dei bagnanti ed evitare il calpestio diffuso, limitare l’espansione delle strutture balneari sulle dune e rafforzare le azioni di controllo delle specie invasive.
Scopri di più da TGRegione.it
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.



