“La costa Apuana non è una questione di categoria, è il nostro territorio, è il luogo che abbiamo scelto di abitare”. È il messaggio al centro della lettera aperta inviata alla Regione Toscana da un fronte ampio di associazioni e realtà economiche del territorio massese, preoccupate per gli effetti dell’erosione costiera e per le prospettive della costa apuana.
A promuovere l’appello è il Consorzio Balneari Massa, insieme ad Assobalneari Confindustria, Federalberghi Costa Apuana, Campeggi Riuniti Partaccia, Polo turistico Apuano, Ageparc, Fiba Confesercenti Massa, SIB Confcommercio, FIAIP e Associazione Proprietari non residenti Massa.
Al centro della contestazione c’è il nuovo Masterplan della costa 2026 della Regione Toscana. Secondo le associazioni, il documento si baserebbe su un monitoraggio della costa fermo al 2020 e, a loro giudizio, non prevederebbe risorse specifiche né progetti concreti per la costa apuana.
“Non abbiamo mai ricevuto una risposta dalla Regione”, sostengono i firmatari, che hanno deciso di rilanciare l’appello dopo i sopralluoghi effettuati dall’assessore regionale David Barontini lungo il litorale toscano.
La novità rispetto alle precedenti prese di posizione è che questa volta a parlare non sono soltanto i balneari. Le associazioni intendono infatti sottolineare come l’erosione riguardi un intero sistema economico, sociale e territoriale.
Secondo i firmatari, il problema interessa chi vive sul litorale, ma anche alberghi, ristoranti, negozi, campeggi, agenzie immobiliari e tutte le attività che ruotano attorno al turismo della costa massese. Un indotto che, viene sottolineato nella lettera, va ben oltre gli stabilimenti balneari e rappresenta una componente significativa dell’economia locale.
La questione riguarda inoltre il valore degli immobili e degli investimenti realizzati negli anni lungo il Lungomare. Per le associazioni, la progressiva perdita di arenile rischia di avere conseguenze non soltanto sulle attività direttamente legate alla spiaggia, ma sull’intero patrimonio del territorio.
Ma la preoccupazione non è esclusivamente economica. Nella lettera viene evidenziata anche la necessità di tutelare il patrimonio naturale e paesaggistico della costa apuana, considerato un bene da preservare per le generazioni future.
“Non stiamo chiedendo un intervento per un settore produttivo”, affermano i firmatari, “stiamo chiedendo che la Regione difenda il proprio territorio che rischia, letteralmente, di scomparire un metro alla volta, mareggiata dopo mareggiata”.
Da qui l’appello rivolto non soltanto agli operatori economici, ma a tutti coloro che vivono o frequentano la costa apuana. Le associazioni invitano residenti, albergatori, ristoratori, commercianti, proprietari di immobili, agenzie immobiliari e attività ricettive a considerare l’erosione come una questione collettiva.
Nella lettera vengono avanzate anche richieste precise alla Regione Toscana. La prima riguarda un aggiornamento reale e verificabile del monitoraggio costiero, con dati successivi al 2020. La seconda è lo stanziamento di risorse specifiche per la difesa della costa apuana. La terza riguarda la definizione di un piano di lungo periodo che dia indicazioni chiare sulle strategie e sugli interventi da mettere in campo.
Il punto, secondo le associazioni, è capire quali siano concretamente le priorità della Regione e quali opere siano previste per affrontare la prossima stagione invernale, quando mareggiate e condizioni meteorologiche avverse possono aggravare ulteriormente la situazione.
“La costa apuana – concludono i firmatari – non è un problema di chi ci lavora. È il territorio in cui viviamo tutti. Difenderlo non è una rivendicazione di categoria: è una responsabilità collettiva”.
La lettera è firmata dal Consorzio Balneari Massa, Assobalneari Confindustria, Federalberghi Costa Apuana, Campeggi Riuniti Partaccia, Polo turistico Apuano, Ageparc, Fiba Confesercenti Massa, SIB Confcommercio, FIAIP e Associazione Proprietari non residenti Massa.



