Espulso imam per contatti sospetti con l’Isis: “Se c’è giustizia, tornerò”

GROSSETO- Zejnullah Sadiki, imam della comunità islamica grossetana, è stato prelevato nella sua abitazione dagli uomini della Digos della Questura maremana, quelli della sezione Antiterrorismo.  Era sospettato di fare proselitismo in favore dell’Isis attraverso il suo ruolo di imam che ricopriva nella comunità islamica grossetana, ma non solo in questa. Per questo è stato accompagnato al Cie di Torino in attesa di essere rimpatriato in Macedonia.

«Sono stato prelevato dalle Forze dell’ordine in casa mia, senza alcuna testimonianza – scrive l’imam sui social network – perché sono ritenuto una persona pericolosa per lo Stato italiano in quanto imam sempre più radicale, perché frequento molti centri islamici. Ma se c’è ancora giustizia e democrazia nello Stato italiano, tornerò».

A quanto risulta dalle ultime dichiarazioni delle Digos, non è un nome apparso all’improvviso tra quelli tenuti sotto controllo, quello di Zejnullah Sadiki.

L’imam era a capo del centro di cultura islamica più grande del territorio maremmano. Non molto tempo fa il centro aveva ospitato Shefqet Krasniqi, estremista balcanico poi arrestato nel Kosovo perché ritenuto responsabile di propaganda finalizzata al reclutamento di jihadisti. Inoltre, da Grosseto era passato anche Bilal Bosnic, arrestato successivamente in Bosnia con le stesse accuse.

Troppe coincidenze che non potevano passare inosservate. Tali eventi hanno fatto tenere altissima l’attenzione degli uomini dell’Antiterrorismo della Digos maremmana la cui azione, dal 2015 a oggi, ha portato anche ad altre espulsioni, fra le quali quelle di alcuni familiari di Kobuzi e di Muhabi Ajeti.