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Ettore Neri: “Quale cultura per Pietrasanta?”

PIETRASANTA – Come noto, nel corso dell’ultimo Consiglio Comunale, la maggioranza che amministra Pietrasanta si è rifiutata di accogliere la proposta fatta da tutte le minoranze presenti in Consiglio di istituire una specifica Commissione Consiliare specificatamente dedicata ai temi, centrali per una città come Pietrasanta, della Cultura e del Turismo.

Torno su questo tema perché è palpabile in Città un certo disagio, un crescente malessere nei confronti di una palese mancanza di strategia da parte dell’Amministrazione Comunale sui temi che riguardano appunto la pianificazione formativa e culturale.

La Commissione Consiliare, secondo noi, avrebbe potuto alimentare ed elevare la riflessione su questi temi cosi decisivi e non avrebbe avuto nessuna pretesa di intereferire con le legittime celte etionali di chi ha vinto le elezioni e legittimamente amministra.

Rifuitare il confronto è sempre sbagliato, in questo caso giudico addirittura autolesionista la scelta della maggioranza.

In ogni caso, le forze di opposizione non possono sottrarsi al compito e al dovere di intervenire su questi temi e – se possibile – di provare ad elevare il livello della discussione.

Lo faremo in più volte, perché questi argomenti meritano appunto lo sforzo massimo di ricerca, analisi e proposta da parte di ogni soggetto attivo, a qualsiasi titolo, a Pietrasanta.

La cultura, nel suo complesso, deve essere promossa in ogni luogo, in ogni occasione come fonte di progresso e di crescita e non deve mai essere ridotta al mero strumento di supporto al sistema economico.

La cultura, assieme alla storia nazionale, all’architettura, all’arte, al paesaggio,

agli ambienti naturali, alla grande capacità di esercitare l’ingegno umano, rappresenta la principale “materia prima” italiana e anche noi, in Versilia, abbiamo da questo punto di vista un patrimonio invidiabile e inestimabile.

La Cultura e la formazione permanente sono gli elementi indispensabili per garantire il progresso di una Comunità e la sua tenuta etica e morale.

Per questo le amministrazioni pubbliche devono dare tutto per garantire alla cittadinanza gli strumenti e le occasioni migliori per accedere alla conoscenza, devono agire per valorizzare i beni culturali: pensiamo a come è ridotto a Pietrasanta l’Archivio Storico; pensiamo a quanto lavoro c’è ancora da fare per rendere fruibili alla comunità la Rocca di Pietrasanta, la Torre Medicea di Porta Beltrame, le vestigia dell’antico Porto di Motrone; pensiamo a quanti palazzi pubblici sono abbandonati e inutilizzati; pensiamo a quanto dovrebbe e potrebbe essere elevato il livello del Premio Nazionale Carducci, privato della sezione dedicata alla saggistica e da tempo sottratto al prestigio che meriterebbe.

Un territorio e una popolazione ricchi di tradizioni e cultura come Pietrasanta non possono non pensare alla cultura, alle attività culturali e di formazione permanente (formale e informale) come elemento fondamentale e indissolubile dalla propria stessa essenza.

La cultura non è un costo ma una risorsa. La cultura è elemento centrale per l’arricchimento della persona, per la cura della salute e fonte di crescita e sviluppo di una comunità. La cultura è motore del territorio se viene assunta da chi governa o amministra come scelta strategica di lungo peiodo non mero strumento funzionale a disposizione di altre priorità. Solo diventando strategia complessa e centrale la cultura può aiutare la crescita del turismo, impulso per la ricerca di nuove tecnologie, alimento fondamentale per il rilancio delle imprese di ogni genere. Ovviamente meglio ancora per Pietrasanta sarebbe pensare in termini di area omogenea e allargare il suo sguardo sull’intera area omogenea della Versilia.

Ma per fare questo ci vuole visione, non si può pensare che esistano ancora i confini comunali a dettare la linea di demarcazione del pensiero e delle politiche culturali.

Per fare questo non basta trincerarsi dietro ad un giochino come il Tavolo Start, si devono piuttosto allargare gli orizzonti e chiamare a raccolta le migliori menti; non si può tasformare la cultura in un mercato, ma si devono fare scelte strategiche fondate su ricerca, approfondimento e conoscenza. L’attuale amministrazione comunale non potrà mai essere adeguata a rispondere con efficienza ed efficacia a questi obiettivi.

Ettore Neri