Cibart, presentato il programma: per due giorni a Seravezza l’arte vive

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SERAVEZZA – A Seravezza l’arte vive, sprizza energia e contagia di vitalità l’intero centro storico del capoluogo. Queste le premesse (e le promesse) della seconda edizione di Cibart, in programma il prossimo fine settimana: da venerdì 28 a domenica 30 luglio. Non una statica esposizione di opere d’arte, non una vetrina, ma mille diverse espressioni di cultura e di creatività in divenire, un costante rincorrersi di azioni artistiche che ogni sera dalle 18 in poi riempiranno ogni angolo del paese, regalando al pubblico non solo un’incredibile varietà di intrattenimenti legati al binomio Arte&Cibo – eventi musicali, performance live, scultura, installazioni urbane, teatro, passeggiate letterarie, street art, fotografia, buon cibo, vini in degustazione, street food… – ma anche l’inattesa scoperta di luoghi poco conosciuti o, addirittura, mai aperti prima al pubblico.

L’edizione 2017 di Cibart è stata presentata stamani con un’affollata conferenza stampa nella biblioteca comunale di Palazzo Mediceo. Con i referenti istituzionali – il sindaco Riccardo Tarabella, il vicesindaco con delega al coordinamento delle politiche per il capoluogo Valentina Salvatori e l’assessore alla promozione e valorizzazione del territorio Giacomo Genovesi – c’era il vulcanico presidente dell’Associazione culturale Cibart Matteo Marchetti e con lui i molti componenti dell’organizzazione e una rappresentanza degli oltre cento artisti internazionali coinvolti nell’evento. «Questi ragazzi e questi artisti si stanno dando da fare da mesi, e con loro numerosi cittadini e noi dell’amministrazione comunale, felici di contribuire alla riuscita della manifestazione», ha detto il sindaco Riccardo Tarabella.«La nostra politica è quella di favorire, agevolare e sostenere tutto ciò che validamente porta lustro e vitalità al territorio, particolarmente in ambito culturale. Restando a Seravezza capoluogo, abbiamo sposato il progetto del Festival Blues, che pochi giorni fa ha fatto registrare un incredibile successo sul prato del Mediceo, e sposiamo adesso (ma in realtà lo facciamo fin dallo scorso anno) il progetto Cibart. Siamo dalla parte di chi ha idee valide, entusiasmo e capacità di realizzarle». Il vicesindaco Valentina Salvatori ha sottolineato la crescita dell’evento, articolato quest’anno su tre giornate e con un’attenzione particolare alla scoperta dei tanti luoghi e lati nascosti del capoluogo. «Tra le molte “chicche” di Cibart mi piace sottolinearne due: l’installazione di Nicolas Bertoux nel fiume, che andrà a dialogare con quella di Emanuele Giannelli al Puntone sottolineando e valorizzando il rapporto tra la città ed i suoi corsi d’acqua; l’apertura straordinaria di una parte di Palazzo Rossetti, espressamente voluta dall’Amministrazione Comunale per far tornare a rivivere attraverso l’arte, seppur in maniera ancora temporanea, questo spazio tuttora in fase di recupero». Ha aggiunto l’assessore Giacomo Genovesi: «Non dobbiamo dimenticare un aspetto fondamentale di questa manifestazione, ovvero la sua capacità di rafforzare i legami del nostro territorio con gli artisti che qui vivono, o che comunque qui scelgono di lavorare, e la fittissima rete di relazioni artistiche e culturali che sviluppa fra Seravezza e il resto del mondo.Sono tutti ottimi presupposti per rafforzare la nostra crescita, puntando non solo sulla meraviglia di luoghi splendidi come il Palazzo Mediceo, ma su amicizie e collaborazioni di livello sempre più ampio e alto».

A Matteo Marchetti il compito di presentare l’inesauribile proposta di Cibart 2017. «Siamo stanchissimi, ma felici di intravedere la linea del traguardo», ha detto. «Tutto il progetto si basa sull’energia positiva che scaturisce dall’azione artistica. Guardate a Cibart come a un evento live no stop lungo tre sere, in costante mutamento, con creazioni che sbocciano una dopo l’altra in tutto il centro cittadino. La cosa fantastica è che gli artisti coinvolti hanno realizzato o realizzeranno interventi ad hoc per Seravezza, pensati solo dopo aver passeggiato per Seravezza ed aver magari scelto personalmente un luogo del cuore. Bellissimo, perché questo significa sposare la città con tutto il suo retaggio storico, culturale, urbanistico ed architettonico».

Tra i molti artisti presenti alla conferenza stampa: Nicolas Bertoux, che nell’ambito dell’evento mobiliterà la sua Fondazione Arkad; Christine Adami dell’Associazione parigina “Art Culture Sculpture”; il direttore dell’Università Re Juan Carlos di Madrid Jörg Plickat con gli insegnanti Antonio Vigo e Raquel Sarda (“per uno scultore, essere a Seravezza è un sogno», ha detto quest’ultima) coordinatori del workshop universitario di tre settimane sull’Estetica Booleana inserito nel programma di Cibart.

Ecco una panoramica su quello che ci attende venerdì 28, sabato 29 e domenica 30 luglio con Cibart.

Tornerà, molto più estesa e ricca, la “Strada dei Vini”, percorso dedicato all’enologia a cura di Lamberto Tosi che si snoderà in via Campana, fra il retro del Duomo e Piazza Carducci: una decina tra le migliori cantine toscane e un produttore di champagne presenteranno le loro etichette, con possibilità di degustare e acquistare.

E per accompagnare un buon bicchiere di vino niente di meglio delle proposte di osti e ristoratori locali o di ciò che troveremo nell’area dedicata allo street food (via Lungoserra), con un numero triplicato di postazioni rispetto allo scorso anno e prodotti tipici dal Veneto al Salento (tra le curiosità: le specialità a base di mais, il lampredotto di polpo, le preparazioni vegane). Restando in tema di cibo, in vista delle celebrazioni per i 500 anni di Michelangelo a Seravezza, la Pro Loco proporrà in degustazione il “Menù di Michelangelo”.

E veniamo alla parte artistica. La cornice sarà costituita – ormai quasi un marchio di fabbrica di Cibart – dalla maglieria urbana: una trentina di donne hanno lavorato per mesi sotto la direzione di Stefania Dini e Elisabetta Crott per realizzare le eccentriche creazioni a maglia da installare sugli arredi del centro. I lampioni si trasformeranno invece in abat-jour fatte a uncinetto e le panchine saranno decorate da migliaia di fili intrecciati. L’area interessata sarà più ampia rispetto allo scorso anno e andrà da piazza Mazzini alla Misericordia.

Numerosissime e d’avanguardia le performance live. Grazie ad una speciale tecnica di disegno in 3D l’artista canadese Toni Ortiz farà magicamente riapparire in via Roma l’antico percorso del fiume Vezza: l’incantesimo prenderà corpo nei tre giorni della festa, arrivando a compiersi alla domenica. Tra le altre performance in scaletta, quelle della Momo Dance School, il Ramo della Rosa di Peter Rosenzweig e dei suoi allievi, i tre pezzi teatrali di Sara Ciuffetta (“Camminando il giorno”, “Armarsi” e “Relazioni d’acqua”), le esibizioni di danza di Jessica Mugnai e Miriam Salvetti, gli show luminosi di Emiliana Martinelli.

Altre novità: la “Passeggiata letteraria” dedicata a Giosue Carducci, a cura di Walter e Laura Bandelloni, che sabato e domenica sera toccherà i luoghi d’infanzia di Carducci; la collaborazione con l’associazione parigina “Art Culture Sculpture” di Chistine Adami; il workshop di tre settimane sull’Estetica Booleana, con base a Giustagnana, promosso dall’Università Re Juan Carlos di Madrid diretta dall’artista tedesco Jörg Plickat e coordinato dagli artisti Raquel Sarda e Antonio Vigo.

Innumerevoli le mostre in programma: alla sede della Pro Loco di Seravezza Emanuela Camacci esporrà le sue sculture; gli spazi di Palazzo Rossetti messi a disposizione dal Comune accoglieranno invece le creazioni di Maurizio Toffoletti, artista che vive a Parigi; nella piazzetta sul retro del Duomo lo scultore statunitense David Campbell, residente a Fabbiano, proporrà due grandi sculture e darà impulso a uno spazio creativo interattivo dedicato al cibo che diviene arte.

In piazza Carducci spazio alle opere dello scultore peruviano Meliton Rivera Espinoza, che da 40 anni risiede e lavora a Azzano. E ancora: le geometrie sospese di Nicolas Bertoux nel fiume; il cibo di marmo di Ugo Assogna; le installazioni del cinese Cui Yi, reduce dalla Biennale di Venezia; l’opera “Leggerezza marmorea” di Giovanni Balderi nell’ingresso di Palazzo Rossetti; Giuseppe Colangelo e Claudio Michetti con le loro creazioni scultoree in piazza Carducci. Infine, i nudi in marmo di Georg Viktor, gli scatti di Luigi Cicoira, il design di Benvenuto Saba, la land art poetica di Gianluca Cupisti nel fiume, le sculture dell’americano Charlie Kaplan. A tutto questo si aggiungeranno le idee “autoctone” di Cibart Design: l’installazione “Tra ferro e marmo” e il flash mob dal titolo “Oltre il tacere”.

La musica accompagnerà tutta la manifestazione. Ogni sera un concerto diverso di gran livello: i chitarristi Riccardo Zappa e Roberto Magri; le Nuove Luci; Michele Leonardi & Friends; i Tempus Fugit; note di sax e violino che scaturiranno direttamente dal letto del fiume.

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