La grande Boxe torna protagonista a Firenze: venerdì 2 febbraio appuntamento al Mandela Forum

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FIRENZE – Il prossimo 2 Febbraio 2018 la grande boxe torna protagonista a Firenze, e non a caso, nel centenario della nascita di Nelson Mandela, proprio al Nelson Mandela Forum, dove si disputeranno 6 incontri tra pugili professionisti, attualmente i più forti in Italia. Durante la serata Dario Nardella, Sindaco di Firenze, consegnerà il Fiorino d’Oro a Leonard Bundu, pugile sierraleonese naturalizzato italiano, soprannominato “Il fiorentino d’Africa”, diventato campione Europeo EBU dei pesi welter nel 2011.

Si assisterà a 6 incontri: incontro peso massimo leggero Fabio Turchi (Campione intercontinentale WBC) che combatterà per il titolo dell’Unione Europea Vigan Mustafà che sfiderà per il titolo Italiano categoria mediomassimi l’attuale campione in carica Nicola Ciriani. Combatteranno inoltre gli italiani Mohammed Obbadi (categoria peso mosca) e Dragan Lepei (Categoria Super medi), Sead Mustafà categoria peso medio e Angelo Ardito che è stato campione Italiano professionisti categoria super piuma, nome storico nel mondo della boxe, che disputerà il suo ultimo match dando l’addio alla boxe davanti al suo pubblico fiorentino. Una serata di emozioni che si prospetta difficile da dimenticare.

FIRENZE E IL PUGILATO, STORIA DI UNA PASSIONE: Si deve risalire con i ricordi al dopoguerra per capire quanto grande è la passione del pugilato nei fiorentini, ad un episodio poco noto avvenuto di fronte a ventimila soldati alleati dove fu chiamato per una esibizione il mitico Joe Louis e i fiorentini, sapendolo, assediarono Campo di Marte, dove furono aperti i cancelli dagli organizzatori per evitare incidenti. Nacque in quel periodo la “Sempre avanti Juventus” l’associazione pugilistica che raccolse l’eredità delle Associazioni Ponte di Mezzo e Arno. Ma non solo, Firenze ha avuto Mario D’Agata, categoria gallo, aretino traferito a Firenze, che, malgrado la sua disabilità, divenne campione del mondo nel ’56, e si allenava nella palestra di Via della Chiesa, in San Frediano.

Oggi la passione del pugilato è ritornata, il pugilato, la boxe o la noble art, è uno degli sport più antichi del mondo, e riempie le palestre di tutta Italia, infatti sono sempre più numerose le persone di ogni età, impiegati, operai, disoccupati, uomini e donne che indossano i guantoni per tenersi in forma. Chi viene, pieno di curiosità a vedere la boxe in una palestra, se ne innamora e non salta nemmeno una lezione, va registrato anche che lo “sport nobile” è esteso anche alle donne, vedi Irma Testa, 20 anni, nel mondo dello sport ormai è conosciuta perché è la prima pugile italiana ad essersi qualificata per i Giochi Olimpici, ha rappresentato l’Italia per il pugilato femminile alle Olimpiadi 2016 di Rio de Janeiro.

LA BOXE NON È VIOLENZA: Per capire la grande forza di attrazione del pugilato bisogna dimenticare il luogo comune che riduce questo sport ad un banale atto di violenza. L’avversario sul ring rappresenta l’obiettivo che ognuno di noi deve avere per dare un senso ai propri sacrifici. Finito il combattimento, appena suona la campana dell’ultimo round, i pugili si abbracciano e in questo gesto c’è tutto il senso della boxe, infatti l’abbraccio è il rispetto che bisogna avere per le difficoltà della vita riconoscendo in chi ti sta davanti la tua stessa umanità. C’è un simbolismo nella boxe e negli incontri, la solitudine di chi è al centro del tappeto, gli occhi del mondo rappresentati dal pubblico, i sentimenti nell’angolo, andare alle corde, uscire, finire al tappeto, rialzarsi, reagire per superare il momento negativo….il pugilato è la vita.

L’educazione è l’arma più potente che si può usare per cambiare il mondo (Nelson Mandela).

 

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