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Ex Astor Firenze, cinque imputati a processo per occupazione

Sono cinque gli imputati che vanno a processo per l’occupazione abusiva dell’ex hotel Astor, la struttura da cui scomparve Kataleya Alvarez, la bambina peruviana di 5 anni, il 10 giugno 2023. Per le cinque persone l’accusa è di invasione di edifici. Non si tratta di una vicenda collegata al sequestro di Kata.

La decisione di proseguire con il processo per i cinque imputati è stata presa dal Tribunale di Firenze al termine dell’udienza predibattimentale. Nella stessa occasione altri 12 imputati sono stati prosciolti per “stato di necessità” o per mancanza di prove sull’effettiva occupazione dell’immobile. È stato inoltre dichiarato estinto il reato contestato a una storica esponente del Movimento di Lotta per la Casa di Firenze, deceduta nel luglio 2025.

L’Astor era un albergo a tre stelle chiuso nel 2020 a seguito della crisi del settore turistico causata dalla pandemia. Nel 2022 l’edificio, ormai in disuso, venne occupato da esponenti del Movimento di Lotta per la Casa insieme a circa un centinaio di cittadini stranieri.

Nell’immobile si ritrovò a vivere anche Kata con la madre, il fratello maggiore e altri familiari. Pochi mesi dopo la bambina scomparve in circostanze ancora poco chiare e da allora non si hanno più notizie sul suo destino.

Molti altri minori vivevano nell’ex Astor in condizioni di promiscuità con adulti spesso a loro estranei, all’interno di un contesto caratterizzato da abusivismo, rifiuti, carenze igieniche, traffici illeciti e violenze. Una situazione di degrado che, secondo quanto emerso negli anni successivi, interessava anche altri immobili occupati nel quartiere di San Jacopino, compresi alcuni edifici di proprietà pubblica.

La proprietà dell’ex hotel Astor aveva presentato denuncia contro gli occupanti abusivi per ottenere lo sgombero della struttura. Nel settembre 2023 la Digos effettuò due operazioni di identificazione degli occupanti. Successivamente la Procura di Firenze ha proseguito gli accertamenti, chiudendo le indagini e chiedendo il rinvio a giudizio per i presunti responsabili dell’occupazione abusiva.

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