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Ex mercato ittico abbandonato, Annale: “Serve un confronto con la nautica e il mondo del lavoro”

Dopo il caso dell’ex ittico abbandonato denunciato da Riccardo Lari, presidente della sezione nautica di Confindustria Toscana Nord, che aveva chiesto un parere in merito di candidate e candidati sindaco alle prossime elezioni comunali di Viareggio del 24 e 25 maggio – e al quale avevano fatto seguito le parole di Federica Maineri prima e Christian Marcucci poi – arrivano le dichiarazioni anche del candidato del Partito Comunista Italiano, Paolo Alessio Annale.
“Confindustria ha posto, per un dichiarato interesse, la questione dell’ex Mercato del pesce e del suo destino – osserva Annale – Lasciando da parte le ragioni per le quali tale sito sia stato avviato ad un destino di totale abbandono, oggi è indubbio domandarsi cosa sia più utile farne per la città”.
Annale è dell’idea di avviare un confronto e dialogo tra amministrazione e categorie. “L’area, di competenza comunale, si proietta a mare con una banchina di pertinenza dell’autorità portuale – precisa il candidato del Pci – Impensabile quindi che queste due realtà non si confrontino a questo proposito. Confronto e dialogo sono insieme un elemento che deve caratterizzare l’operato di un’amministrazione e di chi ha in animo di guidarla. Siamo quindi dell’opinione che occorra organizzare un confronto tra le varie parti che sono chiamate in causa, in primis la nautica e il mondo del lavoro con i suoi rappresentanti”.
Annale poi chiarisce che nel caso di recupero dell’area, ci debbano essere alcune certezze. “Siamo dell’avviso – sostiene Annale – che la scelta debba essere compiuta allargando lo sguardo ad un areale più ampio che comprenda altri siti nei quali potranno trovare sviluppo attività civili e produttive. Nella discussione che seguirà non si dovrà dimenticare che un bene pubblico deve essere letto come elemento il cui uso risponde ad interessi generali; nel caso in cui la scelta deponesse per uso dell’area, in toto o in parte, a scopi produttivi si dovrà avere la certezza che sia fonte di lavoro sicuro e di qualità, nel rispetto dei contratti collettivi e soprattutto delle persone”.


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