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Ex mercato ittico, Maineri: “L’area non può restare ancora ferma”

Prime risposte alla polemica sollevata al nostro giornale sulla zona dell’ex mercato ittico a Viareggio da Riccardo Lari, presidente della sezione nautica di Confindustria Toscana Nord, che in un’intervista rilasciataci sottolineava come fosse “Una vergogna che non venga utilizzata” e aveva chiamato in causa candidate e candidati sindaco ad esporsi sulla vicenda.
La prima a parlare è Federica Maineri, candidata per il centrosinistra alle prossime elezioni viareggine del 24 e 25 maggio.
“Lari pone un tema fondamentale – osserva Maineri – l’area dell’ex Mercato Ittico non può restare ancora ferma, rappresenta uno dei nodi strategici della Darsena e, più in generale, dell’identità produttiva di Viareggio. Tuttavia, credo che sarebbe un errore affrontare questa questione soltanto in termini di riuso immediato o di polemica elettorale”.
Nella pianificazione urbanistica esiste già un indirizzo che riconosce per quell’area una possibile funzione legata alla cantieristica navale, al refit e più in generale alle attività collegate alla nautica.
“Questo è un punto importante – commenta Maineri – significa che non partiamo da zero. Ma a mio avviso oggi è necessario fare un passo in più, cioè trasformare quello spazio in un vero progetto di rigenerazione urbana capace di tenere insieme lavoro, formazione, innovazione, memoria e identità produttiva della città. La mia idea è che l’ex Mercato Ittico debba diventare un polo integrato della nautica viareggina. Un luogo che possa ospitare funzioni produttive e di servizio coerenti con la Darsena, ma anche spazi dedicati alla formazione, alla storia della cantieristica viareggina e alla trasmissione delle competenze”.
Visto che in quelle zone la città ha costruito una parte fondamentale della propria storia, per Maineri è importante che in città e in quella zona “trovi posto anche uno spazio museale dedicato alla storia della cantieristica viareggina, delle maestranze, del saper fare e della cultura del mare”.
“Non penso quindi ad una destinazione unica e chiusa – prosegue la candidata – ma a un connubio intelligente tra funzioni diverse, unite da un’identità comune. Sarebbe il modo migliore per restituire valore a un’area oggi incompiuta, rafforzare la filiera nautica, creare opportunità per i giovani attraverso spazi che possano servire anche a formare maestranze qualificate, partendo dalla storia e identità della cantieristica viareggina e offrire finalmente alla Darsena un luogo che sia insieme produttivo, formativo, culturale e rappresentativo. Viareggio non deve scegliere tra sviluppo e identità. Deve avere entrambi. E l’ex Mercato Ittico può diventare uno dei luoghi simbolo di questa sintesi , anche attraverso il coinvolgimento diretto delle imprese legate alla nautica e dei sindacati e dei lavoratori”.


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