Falsi incidenti e camorra: divieto di esercitare la professione per l’avvocato Massimo De Prete

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VIAREGGIO – ( di Letizia Tassinari ) – Falsi incidenti e camorra: divieto di esercitare la professione per tre mesi per l’avvocato Massimo De Prete. L’ordinanza a firma del gip fiorentino, dottoressa Erminia Bagnoli, è stata notificata questa mattina all’avvocato viareggino Massimo De Prete, finito nel mirino dell’indagine, coordinata dalla Direzione Distrettuale Anti Mafia, e portata avanti dalla sezione Criminalità Organizzata della Squdra Mobile di Firenze, diretta dal dottor Alfonso Di Martino, e culminata, lo scorso 5 aprile, con l’esecuzione di cinque misure cautelari, tre in carcere – per Salvatore Mundo, detto o’ mister, Gianluca De Chiara e Marino Cesario, catturati a Caserta – e due ai domiciliari – per Aldo e Sandro Castoro, titolari della carrrozzeria Stadio di Camaiore ( LEGGI ANCHE: Dalla Campania alla Versilia, sgominata la banda delle … E Truffe all’assicurazione e camorra, il legale dei carrozzieri: “I …). La notifica del provvedimento cautelare interdittivo temporaneo è avvenuta questa mattina a Firenze nei pressi del Tribunale, eseguita dagli uomini della Questura di Firenze. Dall’ interrogatorio davanti al giudice per le indagini preliminari avvenuto il 13 aprile, si legge nell’atto, “non sono emersi elementi tali da inficiare la prospettazione accustoria”. E per Massimo De Prete, difeso dall’avvocato Sandro Guerra, è scattata la misura restrittiva, già chiesta dal Pubblico Ministero. “Il mio assistito è totalmente estraneo alla vicenda delle truffe alle assicurazioni, e alla camorra, e saremo in grado di dimostrarlo”, avava detto il legale, sicuro di poter ribaltare le accuse mosse al suo assistito e definendo “risibile” il fatto che all’avvocato De Prete fossero state addebitate circa 300 pratiche assicurative, quando, secondo la difesa, si tratterebbe solo di 5 sinistri ( LEGGI ANCHE: Falsi incidenti e camorra: “Accuse infondate, l’avvocato De ... ). “Era prevedibile – ha commentato il legale – faremo ricorso al tribunale del Riesame”. Ricorso che verrà presentato nei prossimi giorni. Per quanto riguarda invece le posizioni del medico legale, il dottor Luciano Graziosi, difeso dall’avvocato Simone Lepore, e dell’avvocato Andrea Brazzini, tutelato dall’avvocato Enrico Marzaduri, dopo l’interrogatorio del Gip, nessuna misura cautelare è stata presa, vista la mancanza di gravi indizi.

L’indagine sulle truffe alle compagnie assicurative, che vede coinvolti, inseme a presunti affiliati al clan dei Casalesi, carrozzieri, avvocati e medici della Versilia, si fonda, anche, sulle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia, Francesco Martino – arrestato il 28 febbraio 2013 nell’ambito di un’altra inchiesta della procura antimafia e ai domiciliari dal settembre 2014 -, considerate fondamentali dagli inquirenti per ricostruire il modus operandi del clan. E proprio sull’avvocato Massimo De Prete il “pentito” ha affermato che il legale avrebbe seguito, per conto della banda, centinaia di pratiche per le quali avrebbe trattenuto tra il 30 e il 50% dei soldi ottenuti dalle assicurazioni.

 

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