#fattivedere: la Fondazione Veronesi in campo per la salute dei giovani anche a Viareggio

VIAREGGIO (di Antonella Criscuolo) – Ben 17 incontri in 14 diverse città italiane, per un totale di 4000 giovani studenti coinvolti. Sono questi i numeri della campagna #fattivedere, realizzata dalla Fondazione Umberto Veronesi in collaborazione con il progetto SIAMO (Società Italiana Adolescenti con Malattie Onco-ematologiche). L’iniziativa ha come obiettivo la comunicazione e la sensibilizzazione in tema di giovani e salute, con un’attenzione particolare alla prevenzione, tramite un workshop che consiste nella proiezione del Film “Colpa delle Stelle”, seguita da un dibattito con i ragazzi e i referenti dei due soggetti promotori. Il tutto viene preceduto da un questionario distribuito con giorni di anticipo tra gli studenti, con la collaborazione delle Scuole Superiori coinvolte.

Il tutto ha avuto inizio a Milano il 1 febbraio scorso, con l’incontro organizzato dalla Fondazione Umberto Veronesi. Poi il viaggio è proseguito e sta proseguendo ancora in tutta Italia, grazie al lavoro delle Delegazioni della Fondazione. La chiusura è prevista a Torino il 26 febbraio.

Questa mattina la campagna ha fatto tappa a Viareggio, al Cinema Centrale, con una sala decisamente al completo. Circa 200 studenti, tra alunni del Liceo Classico, del Liceo Scientifico e del Centro Studi Manetti hanno preso parte all’evento, realizzato grazie alla Delegazione cittadina guidata dalla Dott.ssa Marina Gridelli. Al dibattito, moderato da Fabio Di Todaro, giornalista e biologo nutrizionista della Fondazione Umberto Veronesi, ha preso parte il Dott. Enrico Salvi, Direttore della U.O.C. (Unità Operativa Complessa) di Psicologia dell’Ospedale Versilia, il quale, parlando agli studenti, si è soffermato, prendendo spunto anche dal film, sul concetto del limite. “La malattia – ha affermato – costringe a fermarsi. Viene vissuta come un qualcosa che ci accade, che ci spaventa. Per questo dobbiamo capire che l’importante è saper affrontare piuttosto che avere paura di quello che verrà. Il Prof. Umberto Veronesi – ha proseguito Salvi – ci ha insegnato con anni di lavoro, fatto di Ricerca e di divulgazione, che questo limite si può affrontare. Il cancro si può curare. Oggi sappiamo che c’è possibilità di vita e di sopravvivenza”.

E proprio a riguardo, Todaro ha illustrato alcuni dati relativi alla diffusione della malattia oncologica negli adolescenti e nei bambini. Ogni anno si registrano 2mila casi di tumore, 1300 tra i bambini, 700 tra gli adolescenti. Il dato, molto rassicurante, è che negli ultimi 40 anni la percentuale di sopravvivenza è passata dal 20% all’80%. “Oggi – ha aggiunto Todaro – si cura più la persona che la sola malattia, con una grande attenzione all’equilibrio tra cure fisiche e psicologiche”. Tant’è che, come anche Salvi ha affermato, oggi si parla di psico-oncologia.

C’è chi, tra i ragazzi, ha chiesto, “come si previene il tumore?”. Una domanda complessa, perché la malattie oncologiche sono “multifattoriali”, ovvero sono determinate da diversi fattori. Sicuramente la chiave è la prevenzione primaria, che però, come lo stesso Todaro ha spiegato, con i bambini non è possibile, perché i tumori che colpiscono questi ultimi sono diversi da quelli che colpiscono in età più adulta. Ma sicuramente i giovani possono fare prevenzione. Qual è la ricetta? Lo spiega bene un opuscolo realizzato dalla Fondazione e distribuito a migliaia di ragazzi proprio per la campagna #fattivedere. Ecco alcuni consigli:

  1. mangiare sano, perché le molecole dei cibi interagiscono con le nostre cellule e con il nostro DNA
  2. fare attività fisica, che ha tanti benefici sul nostro organismo. Ad esempio trasforma il sistema immunitario e aumenta il metabolismo
  3. non fare uso di droghe, perché danneggiano gravemente il sistema nervoso, mettendo in pericolo non solo la salute ma la vita stessa
  4. fare attenzione ai segnali che il corpo ci invia. Fare attenzione a possibili dolori persistenti, a gonfiori, a nei che cambiano aspetto. La diagnosi precoce è un’arma potentissima contro lo sviluppo di possibili malattie.

E poi, verso i 18-20 anni, sia maschi che femmine dovrebbero fare una visita rispettivamente da un urologo e da un ginecologo. Non sono da sottovalutare le malattie trasmissibili sessualmente. Quindi, per se stessi e gli altri… bisogna usare il preservativo. Le ragazze, inoltre, hanno la possibilità di fare il vaccino contro il Papilloma Virus, che può prevenire l’insorgenza di tumori al collo dell’utero.

IL FILM “Colpa delle Stelle”

Film tratto dall’omonimo libro di John Green. Hazel e Gus sono due ragazzi straordinari, uniti da un umorismo pungente, dallo sdegno per le convenzioni, da un amore travolgente e da un viaggio incredibile. Il loro rapporto è quasi un miracolo, visto che si sono incontrati all’interno di un gruppo di supporto per malati di cancro. Hazel Grace Lancaster (Shailene Woodley) ha sedici anni. Alterna momenti di grande affetto e di scarsa tolleranza nei confronti dei suoi genitori un po’ asfissianti. Si invaghisce, ricambiata, di un giovane di nome Gus Waters (Ansel Elgort). I due ragazzi iniziano una storia in cui condividono anche i timori e le preoccupazioni per il loro stato di salute, oltre alla passione per i libri, fra cui primeggia il preferito di Hazel, An Imperial Affliction. La ragazza ha provato più volte a contattare il misantropo autore del libro, Peter Van Houten (Willem Dafoe), ma senza alcun risultato. Quando Gus riesce a raggiungere Van Houten tramite l’assistente dello scrittore, viene inaspettatamente invitato ad incontrarlo ad Amsterdam. Gus intende portare Hazel con sé in un viaggio che potrà finalmente chiarirle il motivo per cui questo libro è sempre stato tanto importante per lei. Tuttavia le risposte che sta cercando non arriveranno da Peter Van Houten, ma dalla straordinaria avventura che Hazel vivrà al fianco di una persona che non ha paura di amare, un ragazzo che le regalerà “un pizzico di eternità, un ‘per sempre’ in una manciata di giorni”.

 

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