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Fdi attacca Cristina Manetti: interrogazioni in Consiglio regionale

“Battaglia politica o caccia alle streghe”. Così l’assessora alla cultura della Regione Toscana Cristina Manetti ha risposto in Consiglio regionale ad una serie di interrogazioni presentate dai consiglieri regionali Fdi, Chiara La Porta (capogruppo) e Matteo Zoppini.
“Ho letto con attenzione il pacchetto di interrogazioni presentato nei miei confronti e con grande dispiacere ho notato come queste più che per chiarire fatti o tutelare l’interesse pubblico, siano state costruite per alimentare una polemica politica con la volontà di creare un caso, dove un caso non esiste. Non esiste alcun conflitto di interessi nella mia vita e nella mia attività di autrice”.
“Non esiste alcun utilizzo di risorse pubbliche per finanziare i miei libri – ha aggiunto -. Assolutamente nulla, è questo il punto politico fondamentale. Mi si contestano presentazioni, eventi e iniziative culturali, tutte attività pubbliche, trasparenti, legittime, tutte attività svolte nel pieno rispetto delle regole, tutte documentate. Non una sola interrogazione dimostra un uso improprio di risorse pubbliche o un vantaggio personale indebito, o un violazione. E allora è legittimo chiedersi qual è il vero obiettivo: è la trasparenza o colpire politicamente una persona attraverso l’insinuazione? Io operato in massima trasparenza, e trasparenza delle norme”. Per Manetti, rivolgendosi in particolare alla capogruppo Fdi La Porta, “scrivere non è una colpa” e “quello che trovo grave è l’idea implicita delle interrogazioni che una donna delle istituzioni debba smettere di pensare, di scrivere, di partecipare alla vita culturale per il solo fatto di ricoprire un incarico pubblico. So di non aver fatto niente di male e dunque continuerò con la stessa determinazione a svolgere il mio ruolo istituzionale senza farmi intimidire”.
Replicando La Porta ha annunciato “altre due interrogazioni” su Manetti, “perché scopriamo questioni che riteniamo inopportune sul suo conto, cosa che non accade per altri assessori”.


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