Un accordo salutato con entusiasmo sia dai media sanniti che dal comune di Benevento. L’accordo stipulato nei giorni scorsi – e reso noto soprattutto sulla stampa campana – della prossima partecipazione dell’orchestra del conservatorio “Nicola Sala” a produzioni del cartellone del prossimo Festival Pucciniano ha portato un po’ di apprensione a Viareggio.
I primi ad esporsi sono stati gli appartenenti alla neonata lista civica Fare Viareggio. “L’ennesimo tassello di una strategia di esternalizzazione sistematica che sta svuotando la Fondazione delle proprie competenze professionali: prima i tecnici dalla Romania, ora gli allievi dalla Campania – attaccano in una nota – ricordiamo che il Festival Puccini è un centro di produzione lirica di interesse nazionale e regionale, non un laboratorio didattico al servizio di istituzioni terze. Questa politica impoverisce il patrimonio di competenze e capacità che orchestra, coro e maestranze hanno costruito in decenni di attività”.
Proprio da parte di orchestrali, coro e maestranze vige preoccupazione da mesi. “Lo scorso dicembre – ricorda Simona Tesi della Cgil Lucca Versilia – siamo stati tutti quanti destinatari di una mail da parte della direzione della Fondazione dove ci veniva annunciata l’idea, la valutazione, della possibile esternalizzazione delle aree di coro, orchestra e tutto l’apparato tecnico socializzato. Parliamo di decine e decine di persone. Dall’autunno scorso i rapporti con la Fondazione sono stati interrotti nonostante più richieste fatte di incontro. Ne dovevamo avere uno lunedì 23 febbraio ma ci hanno rimandato a fine marzo. Abbiamo fatto presente il problema anche alla regione Toscana perché ci sembra impensabile che un’azienda così prestigiosa non abbia rapporti sindacali di livello e gli incontri possano essere tranquillamente rifiutati senza che nessuno dica nulla”.
E un appello alla Regione Toscana, arriva anche da Fare Viareggio e ha nel mirino il presidente della manifestazione, nonché papabile tra i candidati sindaco di Area Civica, Fabrizio Miracolo. “Facciamo appello alla Regione e ai consiglieri comunali di maggioranza e opposizione affinché pretendano chiarezza e trasparenza – sentenziano in una nota – Il bilanci preventivi 2025 e 2026 non non sono stati resi pubblici. Non si conoscono i costi reali della stagione appena conclusa”.
“Intanto – proseguono – le spese per il 2026 corrono senza controllo: produzioni, scene, costumi, impegni economici per centinaia di migliaia di euro, mentre un preventivo di oltre 7 milioni di euro si staglia all’orizzonte con ricavi previsti di appena 20mila euro. A poche settimane dalle elezioni, chiediamo al presidente Miracolo un atto di responsabilità: si fermi. Si rendano pubblici bilanci, quadri economico-patrimoniali e contratti in essere. Non si stravolgano le politiche della Fondazione in regime di ordinaria amministrazione, vincolando scelte strategiche che spettano alla prossima governance”.
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