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Festival Pucciniano, salta l’incontro coi sindacati “Circa 100 lavoratori a rischio”

Da Jonas Kaufmann a Placido Domingo fino ad arrivare ad Eleonora Abbagnato. Sono alcuni dei grandi nomi che costelleranno la stagione 2026 del Festival Pucciniano a Torre del Lago oltre alle grandi opere del maestro Giacomo Puccini in calendario. Una stagione però che, ancora prima di iniziare, deve affrontare delle ‘nubi minacciose’. All’orizzonte infatti spicca l’agitazione sindacale dei lavoratori stagionali a tempo determinato del Festival, circa un centinaio di persone tra maestranze, coro, orchestrali e tecnici che compongono una grossa fetta del personale presente durante la stagione.
“La situazione è in una fase di stallo da agosto 2025, dalla chiusura della stagione scorsa – precisa Linda Lombardo, del sindacato Usb – Dopo l’ultimo tavolo a cui fece poi seguito un accordo sul premio di produzione per gli stagionali che non era stato previsto a bilancio, è saltata la trattativa sull’integrativo pluriennale”.
A dicembre era stata ventilata l’ipotesi da parte del Festival di esternalizzare lavoratori di orchestra, coro, maestranze e tecnici a tempo determinato.
“I lavoratori a tempo determinato entrano a scaglioni a seconda delle esigenze di palco, in piena stagione parliamo di un centinaio di persone – sostiene Lombardo – di cui la stragrande maggioranza vengono da fuori città. Questa situazione e queste voci di esternalizzare stanno creando un problema in più a questi lavoratori che già non godono di convenzioni quando vengono a soggiornare in città, in alta stagione, per lavoro. Per questo cercavamo di inserire cose come l’indennità di soggiorno, chilometraggio e via dicendo. Sono professionisti che tengono al Festival ma che rischiamo di perdere se non li mettiamo in condizioni di lavorare. Stiamo lottando per avere un incontro”.
Quello previsto per lunedì 23 febbraio, sarebbe saltato. “L’impegno di lunedì è saltato – afferma la sindacalista – la Fondazione ci ha mandato due righe dicendo che è rinviato a data da destinarsi. Da quello che ci sembra di capire, c’è una precisa volontà di non incontrare i sindacati da parte della Fondazione. Finché non avviene il contrario è difficile vedere una lettura diversa da questa”.


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