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Fine vita, Toscana studia modifiche dopo la sentenza della Consulta

La Regione Toscana si prepara a rimettere mano alla propria legge sul fine vita, dopo la sentenza della Corte Costituzionale che ne ha dichiarato l’illegittimità parziale. La giunta guidata da Eugenio Giani ha avviato un approfondimento tecnico-giuridico per valutare le modifiche necessarie, affidando l’analisi ai propri legali.
Dalla Regione spiegano che l’esame della pronuncia della Consulta è già in corso, ma che per intervenire sul testo sarà necessario attendere il completo rientro del pool legale, attualmente in parte assente. Solo al termine dello studio complessivo della sentenza la giunta potrà procedere con gli atti formali di revisione della normativa.
La Corte ha stabilito che la Toscana può mantenere in piedi l’impianto organizzativo e procedurale della legge regionale 16/2025, ma dovrà eliminare o modificare tutte le disposizioni che invadono ambiti di competenza esclusiva dello Stato. In particolare, le parti censurate riguardano i requisiti di accesso al suicidio medicalmente assistito, l’imposizione di tempistiche rigide e alcuni aspetti legati ai livelli essenziali di assistenza.
Secondo quanto emerge dalla lettura della sentenza, la Regione dovrà innanzitutto abrogare integralmente l’articolo 2, che definisce i requisiti per l’accesso al suicidio assistito, giudicato incostituzionale perché interferisce con materie di ordinamento civile e penale riservate allo Stato. Dovrà poi intervenire sull’articolo 4, modificando la norma che consente la presentazione della domanda tramite delegato: la richiesta potrà essere avanzata solo dalla persona direttamente interessata, secondo le modalità previste dalla legge nazionale sulle disposizioni anticipate di trattamento.
Ulteriori correzioni saranno necessarie sugli articoli 5 e 6, dai quali andranno eliminati i termini temporali vincolanti per l’istruttoria delle domande, ritenuti incompatibili con il quadro delle competenze statali. Infine, l’articolo 7 dovrà essere profondamente rivisto: sarà soppresso il comma che impone alle aziende sanitarie obblighi stringenti in materia di supporto tecnico, farmacologico e assistenza sanitaria, così come i passaggi che prevedono livelli di assistenza superiori ai Lea e la facoltà di sospendere o annullare l’erogazione del trattamento.
Per le parti cancellate, la Toscana dovrà fare riferimento alla normativa statale vigente e alla giurisprudenza costituzionale, in attesa di un eventuale intervento del Parlamento nazionale sul tema del fine vita. Una fase delicata, che riapre il confronto politico e istituzionale su una materia eticamente e giuridicamente complessa.

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