Fiom, 125 anni festeggiati a Livorno: il convegno con Landini

Esattamente 125 anni fa, quando a Livorno la principale fonte di sopravvivenza non era il terziario ma l’industria e il porto, il capoluogo labronico dava i natali alla Fiom (Federazione Italiana degli Operai Metalmeccanici).
Un anniversario monumentale per la storia del Paese che ieri, tra le mura del Cinema Teatro I 4 Mori, si è trasformato in un laboratorio di resistenza futura.

Il sindacato ha riunito un parterre d’eccezione, dal segretario generale della Cgil Maurizio Landini al segretario Fiom Michele De Palma, fino al rettore Tommaso Montanari e all’ambasciatrice della Palestina in Italia Mona Abuamara, per rispondere a una domanda cruciale: come si difende il lavoro nell’era dell’intelligenza artificiale e delle grandi crisi industriali?

Il fulcro del dibattito si è concentrato rapidamente sulla rivoluzione tecnologica in atto. Per il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, l’automazione digitale non deve diventare l’ennesimo pretesto per precarizzare le esistenze.

“In un mondo che sta vivendo l’avvento dell’intelligenza artificiale, al centro dell’attenzione ci deve stare la persona, il lavoro e il diritto della persona di potersi realizzare – ha spiegato Landini -. Non possiamo più portare avanti la svalorizzazione del lavoro a cui abbiamo assistito negli ultimi anni, c’è bisogno di rilanciare con forza il suo valore. L’intelligenza artificiale non sostituisce i prodotti, li cambia. Per questo noi lottiamo, per garantire alle persone il diritto di poter contrattare la progettazione di questo cambiamento”.

A tracciare la linea di volo per i prossimi anni è stato il segretario generale della Fiom, Michele De Palma, ricordando che la sopravvivenza del sindacato, dal 1901 a oggi, è sempre dipesa dalla sua flessibilità intellettuale.

“Se c’è qualcosa che ci ha sempre contraddistinto in questi 125 anni di storia è stata la nostra capacità di saper cambiare – ha spiegato De Palma -. Per poter continuare a decidere le nostre sorti dobbiamo conoscere tutti i nuovi prodotti. E’ giunto il momento di andare oltre: oltre le fabbriche in cui siamo, oltre i lavoratori che rappresentiamo. Dobbiamo allargare il nostro spettro di relazione”.

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