Fiorini d’Oro 2025, premiati gli orgogli di Firenze

Conferiti in Palazzo Vecchio i Fiorini d’Oro, massima onorificenza del Comune di Firenze a personalità che col loro impegno hanno contribuito a dar prestigio alla città. “Il Fiorino d’Oro è il riconoscimento più importante della nostra città – ha detto la sindaca Funaro-. Quest’anno premiamo storie e percorsi molto diversi tra loro, ma accomunati da un elemento fondamentale: l’amore per la comunità e la capacità di fare la differenza”.

“A tutti gli insigniti voglio dire grazie – aggiunge -: siete motivo di orgoglio per la nostra città e rappresentate alcuni degli esempi più belli dei valori che Firenze esprime ogni giorno. Il vostro percorso è anche uno stimolo per le nuove generazioni, perché dimostra che con passione, impegno e determinazione si possono raggiungere risultati importanti e contribuire al bene della collettività”.

Il Fiorino d’oro è andato a Giuseppe Balasso, già in servizio alla questura di Firenze, “per il coraggio dimostrato nella notte tra il 26 e il 27 maggio 1993, quando, giunto tra i primi a bordo di una volante in via dei Georgofili dopo l’attentato mafioso, salvò un’intera famiglia e la fidanzata di Dario Capolicchio”, “Firenze ringrazia un eroe che, poco più che ventenne, incarnò i più alti valori del coraggio, della generosità e dello spirito di servizio”;

a Bianca Bianchi (1914-2000), alla memoria, fu una delle 21 Madri Costituenti della Repubblica, “di profonda cultura socialista e antifascista, staffetta partigiana nella Resistenza, ha contribuito a rinnovare le leggi, la scuola e il costume del Paese;

al professor Luca Bindi, docente di Mineralogia e Cristallografia dell’Università di Firenze e scienziato curioso e appassionato, che guidando una spedizione in Kamchatka, ha dimostrato l’esistenza dei quasicristalli in natura;

al professor Michele Ciliberto, presidente dell’Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento, emerito della Scuola Normale e socio dei Lincei, “ha offerto una rilettura critica e documentata di Umanesimo e Rinascimento”;

a Ferruccio Ferragamo “per l’impegno, la visione e la passione con cui ha guidato Polimoda, durante gli anni della sua presidenza” e “col suo lavoro ha contribuito in modo significativo a rafforzare il ruolo di Firenze come capitale internazionale della moda;

all’Associazione ‘La stanza accanto’, nata nel 2009 sotto la guida spirituale di padre Bernardo Gianni, abate di San Miniato al Monte, che “ha donato a Firenze un alto esempio di umanità, dimostrando come, anche dal dolore più profondo, la condivisione e la forza dell’amore possano accendere una luce di speranza”;

al Gruppo Menarini “che grazie all’impegno di Lucia e Alberto Giovanni Aleotti ha saputo crescere e innovarsi mantenendo salde le proprie radici fiorentine, proseguendo l’opera del padre Alberto Sergio, artefice della trasformazione di una piccola azienda italiana in una multinazionale grazie a una straordinaria visione imprenditoriale, determinazione e coraggio. Eccellenza farmaceutica”.

Invece riceverà il Fiorino d’Oro in un momento successivo il cardinale Ernest Simoni, albanese, che fu perseguitato per decenni – anche con lunghi periodi di detenzione in carcere – durante la dittatura comunista di Enver Hoxha che professando l’ateismo non ammetteva le religioni.

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