Identificare e ricollocare circa 30.000 miscellanee che l’alluvione di Firenze del 4 novembre 1966 ha privato della loro segnatura, rendendole di fatto invisibili ai cataloghi.
Per celebrare l’anniversario dei sessant’anni dalla tragica esondazione dell’Arno, la Biblioteca nazionale centrale di Firenze(BNCF) ha attivato un grande cantiere di partecipazione civile.
Sono migliaia i documenti rari e unici ancora oggi “orfani” della propria identità a causa dei danni subiti nel 1966: con lo stesso spirito che animò allora gli “Angeli del Fango” e i principi della Convenzione di Faro, la BNCF ha stretto un patto cooperativo con alcuni attori del territorio.
Gli studenti del Liceo Classico Michelangiolo, il Comune di Firenze e la BiblioteCaNova Isolotto collaboreranno per restituire a catalogo documenti – spesso rarissimi, quando non unici – che ormai da decenni non sono accessibili.
“Lo scopo del progetto non è quello di avvalersi di volontari per svolgere una funzione di biblioteca, ma quello di coinvolgere la cittadinanza in un processo di patrimonializzazione ed educazione al patrimonio attraverso il recupero di una piccola parte delle nostre miscellanee”, ha spiegato la Direttrice della Biblioteca, Elisabetta Sciarra.
I bibliotecari guideranno gli studenti in un percorso di ricognizione dei volumi per il successivo reinserimento in catalogo. Accanto a loro, diversi utenti della BiblioteCaNova Isolotto che, venuti a conoscenza del progetto, hanno partecipato ad alcuni incontri di formazione che hanno dato poi l’avvio alla loro adesione spontanea ed attiva al progetto CURA – Comunità Unite per la Restituzione degli Alluvionati. È prevista inoltre un’ulteriore attività della Biblioteca relativa all’alluvione, una Summer school tra 20 giugno e 3 luglio 2026, che prevede la formazione in presenza di 10 allievi, sul tema della catalogazione dei frammenti manoscritti.
In seguito dell’alluvione, furono danneggiati circa 300.000 libri, centinaia di migliaia tra giornali, quotidiani e riviste (460.000 volumi), e un patrimonio vastissimo di opuscoli (400.000). E inoltre, cosa importantissima, furono danneggiati (e quindi successivamente restaurati) tutti gli inventari, i cataloghi a volume e a scheda, cioè la chiave per raggiungere un libro in Biblioteca, il vero cervello della Biblioteca. Questo progetto segna un ulteriore passo nel percorso di recupero completo del patrimonio bibliotecario.
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