Una frase, poche parole, e la politica fiorentina esplode. Il presidente del Quartiere 5 Filippo Ferraro è finito al centro di una bufera dopo un intervento pubblico che ha fatto infuriare il movimento Futuro Nazionale, legato al generale Roberto Vannacci.
Tutto ruota attorno alla sede in piazza Tanucci. Durante un comizio a Peretola, Ferraro avrebbe detto: “La chiusura coatta non la posso fare… poi se ci si mette d’accordo una sera…” Una frase che è bastata per far esplodere il caso.
La reazione è stata immediata e durissima. I rappresentanti locali di Futuro Nazionale parlano di parole “gravissime” e accusano Ferraro di aver “soffiato sul fuoco della protesta”. Dal centrodestra arriva un affondo compatto: da Fratelli d’Italia alla Lega, fino a Forza Italia, piovono richieste di dimissioni. Secondo le opposizioni, sarebbe stato superato “un limite inaccettabile”.
Il diretto interessato prova a spegnere l’incendio: “È il niente condito dal nulla”, taglia corto. Secondo Ferraro, le sue parole sarebbero state travisate: l’intento era spiegare che non è possibile chiudere la sede e che eventuali azioni fuori legge porterebbero a conseguenze penali.
Nel pieno della polemica, anche la sindaca Sara Funaro è stata avvicinata da un esponente di Futuro Nazionale. La risposta? Fredda e rapidissima: “Ferraro è un buon presidente.”
Un tentativo evidente di chiudere il caso. Ma il risultato sembra opposto: la tensione resta altissima.
Ferraro non è nuovo alle polemiche. Solo pochi giorni fa aveva fatto discutere per una frase in radio. E già durante la campagna referendaria si erano registrati scontri politici, anche con Francesco Grazzini di Italia Viva.
La vicenda non sembra destinata a chiudersi rapidamente. Tra accuse, richieste di dimissioni e tensioni politiche sempre più forti, Firenze si ritrova ancora una volta al centro di uno scontro acceso.




