Il “cubo blu” della Manifattura Tabacchi riaccende il dibattito sulle trasformazioni urbane di Firenze. A sollevare il tema è il consigliere comunale Massimo Sabatini, che in un post sui social collega il nuovo edificio al già discusso “cubo nero”, diventato nei mesi scorsi uno dei simboli della polemica sull’evoluzione urbanistica della città.
Secondo Sabatini, il nuovo volume, oggi rivestito da una protezione blu destinata a essere rimossa con l’avanzare del cantiere, rappresenta l’occasione per tornare a interrogarsi sulle scelte che negli ultimi vent’anni hanno ridisegnato Firenze. Il consigliere ricorda di aver portato per primo il caso del “cubo nero” all’attenzione del Consiglio comunale, chiedendo nell’estate del 2025 un’analisi tecnica e bipartisan dell’intervento, proposta che – sottolinea – venne respinta dalla maggioranza.
Al centro della riflessione c’è il rapporto tra sviluppo immobiliare e interesse pubblico. “Quanta della ricchezza generata da queste trasformazioni è rimasta alla collettività?”, si chiede Sabatini, sostenendo che la città rischi di perdere progressivamente la propria funzione di luogo della vita quotidiana per assumere sempre più quella di destinazione internazionale.
Il riferimento è ai grandi interventi di rigenerazione urbana che hanno interessato Firenze negli ultimi decenni. Tra questi anche il progetto della Manifattura Tabacchi, ex complesso industriale riconvertito in un quartiere multifunzionale con residenze, spazi per il lavoro, attività culturali, negozi e servizi. L’intervento punta a recuperare un’area storica della città, ma rientra in un più ampio processo che ha visto numerosi immobili destinati a funzioni rivolte soprattutto a un’utenza internazionale e mobile, come studenti stranieri, professionisti temporanei, strutture ricettive e servizi legati al turismo.
Per Sabatini, proprio questo cambio di destinazione rappresenta il nodo del dibattito politico e urbanistico: capire se il modello di sviluppo seguito negli ultimi anni abbia mantenuto un equilibrio tra attrattività internazionale e qualità della vita dei residenti, oppure se abbia finito per privilegiare prevalentemente interessi esterni rispetto alle esigenze della città.



