Un anno da record per il commercio estero della provincia di Firenze, ma con un equilibrio che cambia. Nel 2025 le esportazioni hanno raggiunto quota 34,2 miliardi di euro, segnando una crescita record a livello nazionale (+41,4%), mentre le importazioni sono quasi raddoppiate, arrivando a 27,1 miliardi.
Il saldo della bilancia commerciale resta positivo, sopra i 7 miliardi, ma si riduce rispetto ai 10 miliardi dell’anno precedente. A evidenziarlo è il centro studi della Camera di commercio di Firenze su dati Istat.
A trainare l’export è soprattutto il settore farmaceutico, che da solo rappresenta oltre la metà del valore complessivo delle vendite all’estero. I ricavi sono passati da 8 miliardi nel 2024 a 18,7 miliardi nel 2025. Senza questo comparto, però, l’export fiorentino segnerebbe un calo del 4,7%.
Sul fronte delle importazioni spicca invece il boom degli acquisti dalla Cina, cresciuti dell’824,5%, per un valore di 7,9 miliardi di euro, in gran parte legati a principi attivi e componenti destinati all’industria farmaceutica locale.
La Cina diventa così il secondo Paese per importazioni nella provincia, con una quota del 29,3%, dietro agli Stati Uniti e davanti all’Irlanda.
“Questo dato conferma il ruolo di Firenze come centro di eccellenza nella trasformazione farmaceutica – spiega il segretario generale della Camera di commercio Giuseppe Salvini – ma evidenzia anche la forte dipendenza dalle catene di approvvigionamento internazionali, esposte a rischi geopolitici e logistici”.
Nonostante il peso del farmaceutico, segnali positivi arrivano anche da altri settori chiave del Made in Tuscany: crescono calzature (+11,6%), abbigliamento (+6,5%), maglieria (+4,3%) e pelletteria (+0,4%).
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