Firenze, le candele per Lorena: in migliaia sotto casa della donna uccisa

Prima le luci delle candele, poi il silenzio. E infine l’applauso, lungo, quando la madre di Lorena Isceri è comparsa sulla porta di casa. Firenze si è fermata questa sera in via Panciatichi, a Firenze Nova, per ricordare la 45enne vittima di femminicidio, uccisa dall’ex compagno Federico Vella.

Sono state migliaia le persone arrivate davanti al palazzo dove Lorena abitava. In mano fiaccole, fiori e candele. Un modo semplice per stringersi attorno alla famiglia e dire che quella morte non può essere archiviata come una tragedia privata.

Dalle finestre dell’edificio sono stati fatti scendere grandi teli rossi, simbolo della lotta contro la violenza sulle donne. Sulla strada, intanto, si è formato un lungo presidio silenzioso.

Poi è arrivata la madre di Lorena. Provata dal dolore, è uscita dall’abitazione e si è trovata davanti la folla. Per lei un applauso spontaneo, durato diversi minuti. Al suo fianco la sindaca di Firenze Sara Funaro, che ha promosso la fiaccolata, con una rosa bianca tra le mani.

«Grazie, sento il vostro affetto, vi ringrazio», ha detto la madre prima di rientrare in casa.

Funaro l’ha accompagnata in quel momento particolarmente difficile. Con lei, al presidio, anche le sindache di Bergamo, Elena Carnevali, e di Perugia, Vittoria Ferdinandi, oltre alla sindaca di Scandicci Claudia Sereni e ad altri rappresentanti delle istituzioni.

Davanti al portone, intanto, hanno continuato ad accumularsi fiori e messaggi. Tra gli striscioni comparsi durante la serata anche due frasi che riassumono il significato della manifestazione: «Il possesso non è amore» e «Il patriarcato non ci protegge, ci uccide».

La fiaccolata si è trasformata così in un omaggio collettivo, con persone che hanno continuato ad arrivare e a fermarsi davanti alla casa della 45enne anche dopo la conclusione ufficiale del presidio.

Quello di via Panciatichi è stato uno dei due momenti organizzati oggi per ricordare Lorena. Un secondo appuntamento si è svolto infatti a Barberino di Mugello, sotto il viadotto dell’A1 dove è stato ritrovato il corpo senza vita della donna dopo la tragedia.

Una doppia iniziativa, dalla strada in cui la vicenda è cominciata al luogo dell’ultimo atto, per ricordare una donna e riportare al centro il tema della violenza contro le donne.

ultimi articoli