Otto spazi che tornano a vivere a Firenze come laboratori aperti, in via Guelfa. Ecco il nuovo Polo artigianato, presentato questa mattina: il modello prevede assegnazioni a rotazione ogni anno e canoni calmierati (il fondo che costa di più vale 1.000 euro al mese), con l’obiettivo di ampliare le opportunità per gli artigiani e garantire una maggiore varietà di mestieri nel cuore della città.
All’interno del Polo trovano spazio diverse attività: dalla liuteria alla fotografia, dai gioielli in cemento e ceramica alla lavorazione dell’argento, fino a cinture e piccola pelletteria, borse in pelle e moda, gioielli in pietre dure e oreficeria. Un mix di tradizione e innovazione che punta a riportare la produzione artigiana nel centro storico fiorentino.
Il progetto prende avvio nell’autunno 2025, quando Cna Firenze metropolitana e Confartigianato si sono aggiudicate il bando della Città metropolitana. L’obiettivo è chiaro: riportare lavorazioni artigiane di qualità nel centro storico e contribuire alla rigenerazione urbana dell’area, restituendo identità e vitalità a una zona simbolica della città.
“Oggi non consegniamo solo dei locali – hanno sottolineato i presidenti di Cna e Confartigianato, Francesco Amerighi e Serena Vavolo – restituiamo alla città un pezzo della sua identità più profonda. Via Guelfa diventa un luogo dove l’artigianato torna a essere lavoro quotidiano. Firenze non può essere soltanto una città da guardare: deve tornare a produrre e a rispondere ai bisogni dei suoi cittadini. È anche da progetti come questo che passa il rilancio del centro”.
“Manteniamo la promessa. Città metropolitana e Comune di Firenze – ha dichiarato la sindaca Sara Funaro – insieme alla rinascita dell’ex convento di Sant’Orsola pongono le condizioni per un nuovo respiro dell’artigianato nel cuore di Firenze, agevolandone la presenza all’interno di una visione più ampia di sviluppo urbano. Un percorso che guarda a un vero e proprio Rinascimento metropolitano, capace di integrare attività economiche, trasporti, cultura, edilizia sostenibile e centralità della scuola”.
“L’anima più autentica di Firenze si esprime nei suoi mestieri, nei saperi e nelle tradizioni secolari che la rendono unica al mondo – ha dichiarato l’assessore allo sviluppo economico Jacopo Vicini –. Tra queste, la capacità di innovare senza perdere il legame con le proprie radici è l’elemento più prezioso per continuare ad affermare le nostre eccellenze a livello internazionale”.
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