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Firenze, polemica sul muro bianco ai lungarni Acciaiuoli

Dopo il cubo nero (l’edificio nato al posto del teatro comunale) ecco la polemica sulla ristrutturazione dei lungarni Acciaiuoli, Diaz e delle Grazie. Nel mirino è finito il nuovo intonaco bianco che copre e le pietre. “Ecco un muro bianco dopo il cubo nero”, è l’affondo del centrodestra. La Regione prova a rassicurare affermando “la qualità degli degli interventi” e la “piena coerenza con il contesto storico e paesaggistico dei lungarni”, secondo una soluzione “condivisa con la Soprintendenza”. In particolare, la finitura in pietra, “rappresenta un inserimento successivo, realizzato dopo l’alluvione del ’66”. “Se poi ci sono aspetti che possono essere approfonditi o considerati meglio – avvisa il presidente, Eugenio Giani – sono sempre aperto”.
“Dopo il cubo nero , adesso abbiamo il muro bianco sotto le spallette di lungarno Acciaiuoli – sottolinea il capogruppo di Forza Italia al Consiglio regionale della Toscana Marco Stella -. Chi ha fatto i lavori, ha pensato bene di coprire con una bella mano di colore le pietre: sembra un battiscopa. Evidentemente a Palazzo Vecchio sono così occupati a mandare i propri funzionari e operatori in giro a controllare Airbnb e fare le multe alle auto, che si sono dimenticati di controllare due opere che hanno rovinato lo skyline di una delle città più belle del mondo”.
“All’estero sono esterrefatti – evidenzia Stella – Già quando venne realizzato il Cubo nero in Corso Italia, la notizia fece il giro del mondo su quotidiani e tv in ogni Paese, tanto è l’amore per Firenze. Evidentemente la lezione non è bastata, ed ecco che adesso tocca a un altro luogo simbolo di Firenze, quel tratto di lungarno che dal Ponte Vecchio arriva a Santa Trinita. Un cazzotto in un occhio. Che bisogno c’era di coprire le pietre a vista? Questa città è, palesemente, amministrata da incompetenti e pressappochisti. Chiediamo che le pietre vengano ripristinate immediatamente, e che i responsabili di questo ennesimo scempio paghino per questo errore. E visto che i lavori sono stati finanziati dalla Regione Toscana, chiediamo che il Presidente faccia sentire la sua voce”.
“Non bastava il cubo nero a svettare sullo skyline di Firenze e dei lungarni – affermano i consiglieri di FdI a Palazzo Vecchio Giovanni Gandolfo, Angela Sirello e Matteo Chelli -. A peggiorare la situazione ha pensato il governatore della Toscana Eugenio Giani, che con gli ultimi lavori di consolidamento delle spallette di lungarno Acciaiuoli, a due passi dal Ponte Vecchio, ha pensato bene di eliminare le storiche pietre per procedere a una bella mano di bianco sul resto delle mura. Nemmeno una ditta scadente di imbianchini avrebbe saputo fare peggio” “presenteremo un’interrogazione per capire come si intenda rimediare a questo ulteriore sfregio al nostro centro storico”.


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