Uno spazio in cui l’arte contemporanea smette di essere solo rappresentazione e torna a farsi strumento critico, luogo di ricerca, laboratorio civile. In cui il sapere accademico incontra l’immaginazione artistica per interrogare il presente. Apre da oggi, negli spazi restaurati di Palazzo Buontalenti a Firenze, il nuovo progetto espositivo promosso dall’Istituto Universitario Europeoinsieme all’Agenzia del Demanio, in occasione del cinquantesimo anniversario dell’EUI.
“L’ambizione è quella di dar vita a uno spazio di co-creazione in cui la conoscenza prodotta dallo EUI e la pratica artistica possano viaggiare insieme, un laboratorio vivente di concetti e forme”, afferma Patrizia Nanz, presidente dell’Istituto Universitario Europeo. “Uno spazio aperto ai cittadini di Firenze e dell’Europa”. A inaugurare gli ambienti appena rinnovati, fino al 12 ottobre, è la mostra OPEN: curata da Sergio Risaliti e Stefania Rispoli, in dialogo con la storica Johanna Gautier-Morin, l’esposizione riunisce le opere di Agnieszka Polska, Berlinde De Bruyckere, Eglė Budvytytė, Elena Mazzi, Leone Contini, Riccardo Previdi e Pierre Chastel in un percorso che attraversa interni e giardino con installazioni site-specific.
Un percorso espositivo che prende le mosse dalla tradizione fiorentina di dialogo tra arte, pensiero umanistico e trasformazione sociale. “Far emergere le connessioni tra diverse esperienze artistiche e quelle di ricerca nelle scienze sociali e umanistiche appartiene alla storia di questa città e risale all’Umanesimo e al Rinascimento”, spiega il direttore del Museo Novecento e curatore Risaliti. “Da sempre gli artisti dialogano profondamente con la società e il mondo che li circonda”.
L’orizzonte teorico della mostra nasce dalla ricerca di Johanna Gautier-Morin sull’“economia invisibile”, ovvero quell’insieme di attività fondamentali — lavoro domestico, cura, sfruttamento delle risorse, economie informali — che sostengono la società senza entrare davvero nelle metriche ufficiali del valore. Le opere in mostra diventano così eco critiche di ciò che normalmente rimane fuori campo: corpi esausti, paesaggi trasformati, memorie marginali, relazioni invisibili.
Il percorso si articola attorno a quattro nuclei concettuali: raccogliere, esaurimento, irreversibilità e mutazione. Temi che riflettono un presente attraversato da tensioni profonde: la fiducia nella tecnologia e il timore del suo predominio, il bisogno di comunità e l’abitudine crescente all’isolamento, la speranza di una riconciliazione con la natura e la consapevolezza dei cambiamenti ormai irreversibili.
In questo senso OPEN sembra voler superare i confini stessi della forma-esposizione. Palazzo Buontalenti non viene restituito alla città come semplice contenitore culturale, ma come spazio vivo di confronto, produzione e partecipazione. Un luogo dove ricerca e arte possano contaminarsi reciprocamente e generare nuove modalità di lettura del reale.
All’interno del complesso restaurato sarà inoltre inaugurata la Sala delle Grottesche, nuovo spazio permanente dell’Agenzia del Demanio dedicato ad attività culturali e formative. Ad aprirlo sarà “Memoria e visione”, progetto fotografico dell’artista britannica Gina Soden dedicato ai luoghi simbolici della trasformazione architettonica e identitaria di Firenze.
Firenze riapre il dialogo tra arte e pensiero




