Firenze riscopre Pietro Grossi: al Conservatorio in mostra gli strumenti che hanno fatto la storia della musica elettronica

Un viaggio alle origini della musica elettronica italiana attraverso strumenti che hanno rivoluzionato il modo di comporre e sperimentare il suono. Domani, a partire dalle ore 16, il Conservatorio “Luigi Cherubini” di Firenze inaugura a Villa Favard una mostra dedicata agli strumenti storici appartenuti a Pietro Grossi, figura fondamentale della ricerca elettroacustica e dell’informatica musicale nel nostro Paese.

L’esposizione ripercorre una delle pagine più innovative della storia musicale italiana, raccontando l’esperienza della prima classe di musica elettronica istituita in Italia proprio a Firenze e fondata dallo stesso Grossi, compositore e pioniere che ha contribuito in maniera decisiva allo sviluppo dei nuovi linguaggi sonori del Novecento.

Nel corso della sua attività, Pietro Grossi diede vita allo Studio di Fonologia Musicale di Firenze (S2FM), laboratorio realizzato nella propria abitazione e diventato rapidamente uno dei principali punti di riferimento della sperimentazione musicale europea. Nel 1965 il compositore donò l’intera dotazione strumentale al Conservatorio Cherubini, favorendo la nascita della cattedra di Musica elettronica e, successivamente, nel 1977, della prima cattedra italiana di Informatica musicale, rimasta per molti anni un unicum nel panorama accademico nazionale.

Il percorso di ricerca si sviluppò anche grazie alla collaborazione con il CNUCE del Consiglio Nazionale delle Ricerche, contribuendo all’evoluzione delle tecnologie digitali applicate alla composizione musicale e alla ricerca sonora.

La mostra presenta strumenti che non rappresentano soltanto preziose testimonianze storiche, ma veri e propri protagonisti della sperimentazione musicale contemporanea. Tra i pezzi più significativi spicca la colonna di oscillatori utilizzata dal maestro Vittorio Gelmetti per realizzare la celebre colonna sonora del film “Deserto rosso” di Michelangelo Antonioni, capolavoro del cinema italiano.

Accanto a questo strumento saranno esposti altri dispositivi impiegati nella realizzazione di opere che hanno segnato la storia della musica elettroacustica internazionale, contribuendo alla nascita di nuove forme espressive ancora oggi studiate e utilizzate.

L’iniziativa è stata realizzata grazie ai fondi del PNRR nell’ambito del progetto Carrara C.O.M. e si aprirà con una presentazione pubblica degli strumenti esposti. Al termine dell’inaugurazione è previsto un rinfresco aperto ai partecipanti.

L’ingresso è gratuito e aperto a tutta la cittadinanza, offrendo l’opportunità di conoscere da vicino uno dei patrimoni più importanti della storia della musica elettronica italiana e il ruolo che Firenze ha avuto nello sviluppo delle nuove tecnologie applicate al suono.

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