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Firenze sbarca a Shanghai: l’artigianato conquista la Cina

C’è un pezzo di Firenze che in questi giorni parla cinese. È quello dell’artigianato, protagonista alla Shanghai Fashion Week Autunno/Inverno 2026, dove otto imprese dell’area metropolitana fiorentina stanno portando il Made in Italy nel cuore del mercato del lusso asiatico.
Al centro dell’iniziativa c’è “Il cubo magico dell’artigianato italiano”, una mostra in programma fino al 6 aprile che mette in vetrina tredici marchi artigianali europei, di cui dieci italiani e ben otto fiorentini. Un’occasione unica per presentarsi direttamente al pubblico cinese di fascia alta.
La location scelta è altamente strategica: The bálancing, concept store multibrand all’interno di HKRI Taikoo Hui, uno dei principali poli dello shopping di lusso di Shanghai. Qui l’artigianato fiorentino non si limita a esporsi, ma entra in contatto diretto con i consumatori.
«Saper fare non basta se non lo si sa raccontare – ha spiegato Lisa Ciardi, vicepresidente vicaria di CNA Firenze Metropolitana –. Questo progetto è molto più di una mostra: è un ponte tra eccellenze europee e mercato cinese, una piattaforma concreta per dialogare con un pubblico internazionale».
Non si tratta infatti di una semplice operazione di export, ma di un nuovo modello di accesso al mercato. «La vera novità è il contatto diretto con il consumatore locale – ha sottolineato Simone Balducci, vicepresidente CNA –. È un modo per far dialogare il gusto europeo con le aspettative del pubblico cinese».
Il progetto è promosso da The bálancing, di proprietà del gruppo Bailian, insieme alla piattaforma Creative Twin Cities, in collaborazione con CNA.
I numeri confermano l’importanza della Cina per le imprese fiorentine: secondo la Camera di Commercio, rappresenta il quarto mercato di riferimento per l’export locale, con una quota del 4,3% e una crescita del 15,1% nell’ultimo anno.
A rappresentare Firenze ci sono aziende che raccontano la varietà del saper fare artigiano: dalla pelletteria alla ceramica, dall’oreficeria alla cartotecnica. Tra queste Clamori, VPR Leather, Lo Scrittoio, Extremida, Monnaluna, La Galleria Montelupo, Peroni e Fratelli Traversari.
Alla cerimonia inaugurale erano presenti rappresentanti istituzionali e imprenditoriali italiani e cinesi, a conferma di un dialogo che non è solo economico, ma anche culturale.
In un contesto internazionale complesso, tra tensioni geopolitiche e sfide logistiche, l’artigianato fiorentino dimostra così di saper innovare e trovare nuove strade per affermarsi sui mercati globali. E proprio da Shanghai passa oggi una parte importante del suo futuro.


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