Una scritta con la frase «Donzelli a testa in giù» è comparsa su un muro del quartiere di Rifredi, a Firenze, prendendo di mira Giovanni Donzelli, deputato di Fratelli d’Italia e responsabile organizzativo nazionale del partito.
L’episodio ha suscitato immediate reazioni di condanna e numerosi messaggi di solidarietà da parte di esponenti politici e delle istituzioni, che hanno definito il gesto un’intimidazione grave e incompatibile con il confronto democratico.
Tra i primi a intervenire è stato il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Galeazzo Bignami, che ha espresso «la più convinta e sincera solidarietà» nei confronti di Donzelli.
«Scritte che evocano minacce di morte e violenza rappresentano un fatto inaccettabile che va condannato senza esitazioni da tutte le forze politiche. È l’ennesima manifestazione di un clima di odio che coinvolge un esponente di Fratelli d’Italia. Conosco Giovanni Donzelli e sono certo che non si farà intimidire da queste scritte minacciose. La nostra risposta sarà quella della democrazia, della libertà e del consenso», ha dichiarato Bignami.
Vicinanza al parlamentare è arrivata anche dal presidente del Senato Ignazio La Russa, che ha espresso una «sincera e affettuosa solidarietà», mentre il presidente della Camera Lorenzo Fontana ha ribadito la «ferma condanna di ogni forma di odio, violenza e intimidazione».
Sulla vicenda è intervenuto anche l’europarlamentare di Fratelli d’Italia Francesco Torselli, secondo il quale il gesto «non ha nulla a che fare con il confronto democratico».
«Da troppo tempo assistiamo a una pericolosa deriva fatta di demonizzazione dell’avversario politico e di un clima d’odio che rischia di superare ogni limite. Chi alimenta questa contrapposizione permanente dovrebbe interrogarsi sulle conseguenze delle proprie parole. Mi auguro che i responsabili vengano individuati al più presto e che su episodi come questo ci sia una condanna unanime e senza distinguo», ha affermato Torselli.
L’episodio si inserisce in un contesto già segnato da analoghe scritte apparse nelle scorse settimane a Firenze. In un sottopasso del Quartiere 2 erano infatti comparsi messaggi contro la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, con le frasi «Meloni prima della lista» e «Meloni appesa», anch’esse ritenute offensive e dal forte contenuto intimidatorio.
La nuova scritta riaccende il dibattito sul clima di tensione nel confronto politico e sulla necessità di una condanna condivisa di ogni forma di minaccia e violenza verbale, indipendentemente dall’appartenenza politica delle persone coinvolte.



