Firenze, si ripete l’indimenticabile performance di Marina Abramovic a New York

Indimenticabile la performance di New York Marina Abramovic, nell’autunno del 2002 a New York, quando l’artista rimase per 12 giorni dentro tre cubi sospesi a un metro e mezzo di altezza.

Erano tre stanze aperte, allestite nella Sean Kelly Gallery, in cui lei visse ogni istante sotto lo sguardo del pubblico. Senza mangiare. Parlare o poter fuggire, perché i pioli che componevano le scale per scendere a terra erano lunghi coltelli con la lama rivolta verso l’alto.

I visitatori furono numerosissimi. Entravano per guardare cinque minuti e poi rimanevano per ore. La performance fu citata anche nel celebre telefilm “Sex and the city”, suscitando un commento ironico dell’icona newyorkese Carrie Bradshow: “Ci sono donne depresse a New York simili a questa e nessuno le chiama opere d’arte. Bastava un telefono là sopra e sarebbe stato il tipico venerdì di una donna che aspetta uno straccio di invito”.  

Il titolo della performance è “The house with the ocean view” e viene ripresentata per la prima volta in Italia a Palazzo Strozzi in occasione della mostra dedicata a Marina Abramovic “The cleaner”, a Firenze fino al 20 gennaio.

Al posto di Marina Abramovic ci sarà la trentenne finlandese Tiina Pauliina Lehtimaki, scelta nel gruppo di performer selezionati e formati ad hoc per la mostra fiorentina.

La performer rimarrà per dodici giorni davanti al pubblico di palazzo strozzi, da oggi fino al 16 dicembre (ore 18,30). Vivrà tra le tre piattaforme sospese, senza mai potersi riparare dagli sguardi del pubblico, che la potrà osservare mentre dorme, medita, e anche mentre si farà la doccia, tre volte al giorno, o andrà in bagno. Imperdibile.