Fisioterapia e IA: la tecnologia non sostituisce il fisioterapista

In questi giorni di caldo opprimente – e sarà così per tutta l’estate – bisogna fare molta attenzione a non fare sforzi fisici. Questo vale sia per gli anziani e le persone fragili, ma anche per i giovani. Chi si allena deve prestare particolare attenzione. In questo contesto, nel mondo della fisioterapia, diventa fondamentale il connubio tra le competenze del professionista e l’intelligenza artificiale, anche per predisporre esercizi su misura, considerando le caratteristiche della persona e il fatto che siamo in piena estate.
“Sì, ma ricordiamoci sempre che l’intelligenza artificiale non è sostitutiva del genere umano”, afferma Filippo Zanella, ceo di Streamed, la piattaforma nata nel 2020 e oggi utilizzata da un fisioterapista su quattro.

Perché, soprattutto in questa stagione, è importante unire conoscenze umane e tecnologiche?

“È importante sempre, a maggior ragione quando fuori ci sono condizioni climatiche particolari. Oggi l’Ia può fornire informazioni tecniche eccellenti, spesso persino salvavita, ma sappiamo che non le importa davvero della nostra storia, delle nostre paure o delle nostre emozioni”.

Dunque l’Ia ci fa capire che è fondamentale il rapporto umano.

“È così, anzi direi che l’Ia ci ha aiutato, in un certo senso, a capire l’opposto di ciò che si credeva. Ci ha fatto riscoprire quanto sia insostituibile il rapporto umano”.

Come è cambiata la professione del fisioterapista?

“Il paziente ha bisogno di qualcuno che ascolti il suo vissuto, che gli dia un significato. In questo senso il fisioterapista sta diventando sempre più anche un professionista della relazione. Mi occupo di formazione da molti anni e vedo chiaramente come la parte psicologica ed emotiva della seduta stia assumendo un peso crescente. La tecnica, gli esercizi e perfino alcune procedure potranno essere sempre più supportati, addirittura sostituiti, dalla tecnologia, così come già avviene in chirurgia”.

Cosa non potrà mai accadere?

“Nessuna macchina può sostituire la capacità di creare una connessione autentica con il paziente. E nella fisioterapia questa connessione è ancora più forte, perché alla comunicazione si aggiunge il contatto fisico: molte persone oggi cercano non solo qualcuno che le curi, ma qualcuno che le faccia sentire davvero ascoltate e che dia un significato a quelle emozioni”.

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