Una ‘superfondazione’ per gestire Carnevale e Festival Pucciniano. Questa l’idea che continua a circolare negli ambienti dell’amministrazione comunale e in città, a Viareggio. Una superfondazione, alla cui guida si pensa di porre il presidente attuale del Pucciniano, Fabrizio Miracolo. In molti però in città storgono il naso adducendo possibili problemi per quella che più che una ‘soluzione’ potrebbe diventare un boomerang che mette a rischio ambedue le fondazioni.
Ed è anche il possibile motivo per cui a realizzare una fondazione unica potrebbe aver rinunciato pure l’ex sindaco Giorgio Del Ghingaro che ne avrebbe capito le problematiche dopo averne parlato per anni.
Cerchiamo di capire perché. Una fusione tra Fondazione Carnevale e Fondazione Festival Pucciniano non sarebbe un semplice accorpamento amministrativo: per il Festival Pucciniano andrebbe a significare mettere a rischio la propria identità giuridica e quella “ministeriale”.
La Fondazione Festival Pucciniano – i cui bilanci spesso e volentieri languono – riceve ogni anno circa 2 milioni e mezzo di euro di finanziamenti statali. È soggetto beneficiario riconosciuto, anche per legge, come festival musicale e operistico di assoluto prestigio internazionale. Oggi riceve contributi ministeriali proprio in quanto Fondazione Festival Pucciniano, con una missione specifica legata a Puccini, Torre del Lago, alla lirica e alla produzione operistica. Dal ministero ad esempio ci sono due leggi ad hoc dedicate e i finanziamenti pubblici attraverso il Fnsv (Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo, ex Fus), quest’ultimo in quanto festival musicale di alto livello e che garantisce più di 800mila euro.
Il decreto ministeriale cultura numero 463 del 23 dicembre 2024, che regola l’attuale triennio del Fnsv, prevede all’articolo 6, comma 10, che “non sono ammessi nel triennio subentri nella titolarità del contributo” e che la cessione comporta “la revoca del contributo annuale assegnato”. Le eventuali modifiche soggettive sono valutate dall’amministrazione solo tenendo conto della continuità aziendale e artistica.
Il decreto ministeriale Fnsv non consente cambi di ragione sociale e/o fusioni – la fondazione in questione deve avere sua identità giuridica con sua governance – a meno di non intraprendere un iter lunghissimo con esiti molto incerti dal punto di vista di essere riconosciuto.
Al contempo le due leggi ‘ad hoc’ dedicate al Pucciniano – e i conseguenti finanziamenti superiori al milione e mezzo – andrebbero probabilmente persi visto che si richiederebbe di fare una nuova legge specifica con tempistiche incerte. E il rischio di perdere tutto sarebbe alto, visti i chiari di luna economici del paese.
Ma non sarebbe un problema solo per il Pucciniano. Ad esempio i fondi regionali di cui beneficia anche la Fondazione Carnevale, se diventasse un ente unico, potrebbero essere dati per una sorta di ‘somma diviso due’ – come spesso accade – alla nuova ‘superfondazione’ col risultato di perdere ulteriori fondi. Quindi da 1 milione per la Fondazione Carnevale e 834mila euro per il Pucciniano, si potrebbe passare ad incassare circa 1 milione per tutte e due insieme. Quindi milioni euro in meno di finanziamenti pubblici per le due fondazioni.
Per il solo Pucciniano, in concreto, una fusione rischierebbe di far perdere o comunque mettere seriamente in discussione la titolarità diretta dei contributi ministeriali, il riconoscimento come festival operistico di assoluto prestigio, la continuità artistica e istituzionale richiesta dal Ministero e l’identità nazionale e internazionale costruita attorno al nome Puccini.
E lo stesso Carnevale potrebbe avere dei problemi legati al bilancio. Se è vero che Burlamacco gode di ottima salute dal punto di vista finanziario – studi la danno tra le più virtuose fondazioni italiane per quanto riguarda bilancio e rapporto tra finanziamento pubblico e privato – la stessa cosa non si può dire del Pucciniano che, ciclicamente, va in sofferenza. Quindi il rischio potrebbe essere che se una delle due ha un bilancio negativo, potrebbe ‘trascinare giù’ l’altra comportando un potenziale ridimensionamento delle manifestazioni.
Tralasciando l’idea ‘Superfondazione’, proseguono in città le voci su chi potrà andare alla Fondazione Carnevale. Oltre all’idea Miracolo, restano a galla le possibilità di Elisabetta Sgarbi mentre si vocifera anche di Eike Schmidt, ex direttore degli Uffizi, candidato per il centrodestra alle ultime elezioni di Firenze e attuale direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte di Napoli. Ipotesi difficilmente realizzabile sotto vari punti di vista.
Di sicuro intanto oggi, 8 luglio, è arrivata da parte dell’amministrazione al consiglio di amministrazione dimissionario – e per cui si era chiesto di dare le dimissioni – la richiesta di rimanere in carica fino a quando non ne verrà nominato uno nuovo.
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