Dopo la richiesta di dimissioni del consiglio di amministrazione della Fondazione Carnevale ‘lanciate’ via Facebook dalla sindaca di Viareggio Sara Grilli al cda, e la risposta del vicepresidente della Fondazione, Marco Szorenyi, che “a nessuno risulta un atto formale in cui si parli di una richiesta di dimissioni” seguite dalla specifica che “Fu lo stesso Del Ghingaro quando si dimise Marcucci a chiederci di andare avanti per proseguire i vari atti amministrativi ed evitare che la Fondazione potesse bloccarsi” e che “se questa è la volontà della sindaca, lunedì (oggi, ndr) ci dimettiamo tutti”, chi sarà il nuovo presidente dell’ente che gestisce il Carnevale di Viareggio è ancora ignoto ai più. E il tema tiene banco in città.
Si rincorrono voci su voci. Da quella del consigliere comunale di Forza Italia, Vittorio Fantoni (che in molti danno nel possibile cda insieme a Renzo Pieraccini, Sara Santucci e Jacopo Bonuccelli), ad Elisabetta Sgarbi passando per l’ex parlamentare Massimo Mallegni fino a quella di una creazione di una ‘superfondazione’ che unisca Pucciniano e Carnevale con alla guida Fabrizio Miracolo.
Ipotesi quest’ultima che ha visto la netta contrarietà da parte dell’ex consigliere comunale Alessandro Santini.
“La cosiddetta super fondazione non è una semplificazione: è una concentrazione – sottolinea Santini – Il Carnevale e il Festival Pucciniano parlano linguaggi diversi, hanno storie, pubblici, competenze e bilanci autonomi. Fonderli sotto un solo vertice significa ridurre il pluralismo di governo, allungare la catena decisionale e sottrarre alla città due luoghi di controllo distinti per consegnarne uno solo. Chi conosce le fondazioni sa che la trasparenza non nasce dall’accentramento, ma dalla separazione delle responsabilità”.
“Quanto alla presidenza affidata all’avvocato Miracolo, il problema non è la persona: è il cumulo – prosegue Santini – Sul Pucciniano restano aperte troppe domande, dai conti di gestione non ancora pubblicati alle scelte del personale, fino alla figura del direttore generale, per immaginare che quella stessa guida possa oggi assumere un secondo, gravoso incarico. Prima di aggiungere responsabilità, servirebbe rispondere di quelle già assunte. E resta sul tavolo una questione di opportunità istituzionale, sulla quale sarà bene che ciascuno valuti con rigore la compatibilità tra ruoli. Non è accettabile per un uomo delle istituzioni, che a Viareggio si valuti di affidare due enti a una sola mano mentre restano inevase le richieste di accesso e le segnalazioni pendenti presso Anac, e Ministero della Cultura”.
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