Forte dei Marmi, allarme sicurezza: “Così i turisti non verranno più”

“Se la situazione non cambia, la conseguenza sarà inevitabile: la gente smetterà di venire qui”. Karim Shahir Barzegar, amministratore dell’azienda svizzera Itor Swiss con casa a Forte dei Marmi, manifesta il suo pensiero in una lettera aperta riportata dal quotidiano La Nazione e inviata a prefettura, sindaci e forze dell’ordine. Una lettera nella quale chiede un incontro tra categorie e istituzioni per parlare del ‘problema sicurezza’ nel comune fortemarmino a seguito anche dell’ultimo furto in villa avvenuto in una abitazione di proprietà del tenore Andrea Bocelli.

Dopo aver precisato che per lui Forte dei Marmi “è un luogo che ho sempre considerato una seconda casa” per “quell’equilibrio raro” che mette insieme qualità della vita, mare, persone e cultura dell’accoglienza. “Oggi però mi trovo costretto a scrivere perché quell’equilibrio si sta incrinando”.

Barzegar ha ricordato poi di aver subito due rapine in villa negli ultimi anni con banditi entrati nottetempo “narcotizzando me e la mia famiglia nonostante telecamere e allarme” come precisa e di esser stato rapinato dell’orologio fuori da uno stabilimento balneare. “Episodi che hanno cambiato radicalmente il mio modo di vivere l’estate – puntualizza – Non parlo del danno materiale, parlo dell’ansia quotidiana, del timore di indossare un orologio, di usare un’auto acquistata con passione o semplicemente di dormire sereno la notte”.

“Leggere commenti – prosegue – che dicono ‘non mettetevi cose vistose’, ‘non girate con belle auto’, ‘non attirate l’attenzione’. Non può essere il cittadino a doversi nascondere per evitare la criminalità: è la criminalità che deve essere fermata”.

L’imprenditore elvetico poi passa a spiegare cosa ci vorrebbe a suo avviso in tempi celeri, ovvero maggior presenza delle forze dell’ordine nelle zone residenziali, pattugliamenti notturni nel periodo di maggior afflusso turistico, più illuminazione, videosorveglianza e prevenzione, task force per furti in villa e collaborazione strutturata tra privati e istituzioni con sistemi di allerta condivisi e protocolli rapidi di intervento.

Quindi conclude dicendo che continuerà a venire finché potrà ma che “è innegabile che l’appeal di questa zona stia diminuendo. E non per colpa del mare, delle persone o della cultura: ma per la sensazione crescente che qui, oggi, non si possa più vivere serenamente”.


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