Caos in consiglio comunale a Forte dei Marmi. Durante la seduta fatta ieri, 7 aprile, per votare ‘nuovamente’ l’approvazione alla modifica all’articolo 10 del regolamento di disciplina ed utilizzo degli arenili, delle spiagge e delle attività balneari – nel consiglio del 26 marzo c’era stato un errore tecnico da parte della maggioranza – l’opposizione infatti si è alzata prima del voto ed ha abbandonato l’aula.
Il motivo sarebbe da ricercarsi nella motivazione che avrebbero spinto l’amministrazione a dare il via libera alla pubblicità su teli da mare e cuscini in dotazione agli stabilimenti balneari nella misura massima di 40 per 20 centimetri. Ma andiamo con ordine.
La seduta aveva già avuto momenti di tensione quando il sindaco Bruno Murzi aveva accusato di “comportamento non leale” l’opposizione perché, in sostanza, non aveva fatto presente alla maggioranza che si stava votando l’emendamento alla modifica del regolamento e non la modifica vera e propria aggiungendo poi che questa si stava facendo per cercare di “mettere regole e redini su qualcosa che ci sta sfuggendo” sottolineando che “qualcosa devi fare quando sei in difficoltà” e che la gestione della spiaggia di Forte dei Marmi sarebbe “difficoltosa”.
Un attacco che ha fatto perdere le staffe all’ex sindaco Umberto Buratti. “Non accetto che il sindaco dica di comportamenti dove non c’è stata onestà e correttezza. Non si metta a fare la morale e dare patenti di onestà e correttezza in consiglio” ha tuonato l’ex primo cittadino attaccando poi l’amministrazione sul tentativo di minimizzare l’errore da parte della giunta “Siamo qua cercando di spiegare e far capire a questa amministrazione che qui si stanno facendo delibere che hanno effetti su imprese e cittadini. Non siamo al bar e trattoria”.
Se il consigliere di opposizione Enrico Ghiselli ha mostrato le sue perplessità sul votare la modifica ad un solo articolo quando è preventivata la modifica di tutto il regolamento a fine settembre “A quel punto conviene aspettare”, Rachele Nardini aveva puntualizzato in risposta all’attacco di Murzi che “Non siamo badanti” aggiungendo che la maggioranza si sarebbe resa conto di “Aver fatto un pastrocchio” e di essere nuovamente in consiglio “per il caos fatto da voi” e che si era arrivati al 7 aprile coi balneari che ancora non sapevano cosa poter fare e cosa no domandando inoltre come ci si sarebbe comportati se il proprietario di uno stabilimento avesse già preso accordi con un brand per la pubblicità a seguito delle decisioni del precedente consiglio comunale.
E proprio a seguito delle considerazioni di Nardini, che aveva chiesto anche se un bagno poteva comprare teli di un brand per metterli a disposizione dei clienti, si è arrivati al punto di rottura. Il vicesindaco Andrea Mazzoni ha preso parola e dopo aver specificato che la delibera non era stata pubblicata, ha parlato dei motivi che hanno spinto l’amministrazione a decidere di modificare l’articolo in questione.
“Facciamo chiarezza – ha esordito Mazzoni – Quello che dice la consigliera Nardini si poteva fare anche anni fa sostenendo che non era una sponsorizzazione ma che uno si era comprato teli di un brand con regolare fattura. Noi andiamo a sistemare queste situazioni che non portavano nessun profitto e che non erano controllabili proprio per quel concetto lì. È quella la cosa fondamentale che stiamo sistemando. E lo facciamo per prendere soldi per la sicurezza del paese e andare a controllare una cosa che non era controllabile perché già si faceva ed era giuridicamente estremamente difficile da controllare. A questo serve, per prendere dei soldi da situazioni che esistevano già: quello il tema fondamentale”.
Una spiegazione che ha portato alla reazione dell’opposizione e al conseguente abbandono dell’aula prima del voto. “Quindi questo non è un provvedimento casuale ma la sanatoria di situazioni già in essere – ha osservato Ghiselli prima di abbandonare i banchi insieme ai colleghi – E proprio per questo motivo mi impone l’abbandono dell’aula perché la gestione del problema è stata fatta in maniera inaccettabile”.
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