“Non condivido il progetto del nuovo centro diurno per anziani e cambierei il lascito del nonno di mio marito”. Le parole di Laura Mencone, vedova di Rodolfo Belli a sua volta erede Barberi, cadono come un fulmine a ciel sereno in uno dei podcast di Vivo Il Forte fatti da Rachele Nardini e disponibili sui social nell’ambito della sua campagna elettorale all’indomani dell’aggiudicazione definitiva della gara di appalto che porterà, dopo anni di attesa, alla realizzazione del nuovo centro diurno per anziani non autosufficienti a Forte dei Marmi.
La nuova struttura che sorgerà in via Francesco Carrara, sui terreni donati dalla famiglia Belli Barberi, potrà accogliere fino a 20 anziani non autosufficienti. Di questi, 15 posti saranno convenzionati con l’Asl, mentre 5 resteranno a disposizione del Comune.
Dopo aver raccontato il disagio di vedere in inverno Forte dei Marmi diventare “una città fantasma” dove “non c’è possibilità per i fortemarmini di abitare” visto il “carovita” sottolineando che “il Comune non ha mai fatto niente per aiutare il cittadino” facendo l’esempio di un vicino che voleva fare una bifamiliare per i figli ma non avrebbe avuto i permessi dal Comune (dove poi è sorta una bifamiliare quando hanno venduto), Mencone è andata dritta sull’argomento quando le hanno chiesto cosa cambierebbe a Forte dei Marmi.
“Cambierei il lascito che ha fatto il nonno di mio marito al Comune – ha sentenziato Mencone – Belli Barberi ha fatto del bene a tutti. Ha lasciato il terreno al contadino, al bagnino, alla donna di servizio, ai nipoti e ha lasciato il lascito al Comune per farci una casa di riposo per gli anziani in memoria del dottor Lirio Barbieri disperso in Russia. Queste erano le sue volontà. O una casa di riposo o un circolo, qualcosa per il fortemarmino. Non condivido il progetto per il centro diurno”.
Nardini poi le chiede se il progetto rispecchia le volontà del marito. “Non erano le sue volontà
Prima voleva fare il centro per l’Alzhaimer, ora vuole fare un distaccamento dell’ospedale. A cosa serve a quei 5 fortemarmini? Non ha senso e non vedo il perché. Il cittadino è sovrano, ma non è vero”. Quando le chiedono se gli eredi hanno fatto presente o meno il disagio all’amministrazione, Mencone non si nasconde.
“Mio marito è morto 4 anni fa e ha lottato fino all’ultimo per poter fare qualcosa – ricorda Mencone – Il lascito è stato dato al Comune, una donazione per fare qualcosa per la comunità. Io sono ignorante, mi spieghi che cosa vuol dire per la comunità. Posso dire che sono contenta di quello che hanno fatto? No, non mi sta bene”.



