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Forte dei Marmi, dopo l’agitazione i sindacati si spaccano

“La proclamazione dello stato di agitazione è stata assunta in modo unilaterale”. Cisl e Uil prendono le distanze dalla proclamazione dello stato di agitazione indetta dalla Funzione Pubblica della Cgil per i 134 dipendenti del comune di Forte dei Marmi.
Paola Freschi della Fp Cgil giovedì 26 febbraio aveva chiesto alla prefettura di favorire un incontro con l’amministrazione per dirimere tre punti: il “mancato avanzamento di carriera per 9 dipendenti comunali”, il problema del nuovo sistema di timbratura del cartellino che avrebbe portato a “disservizi”, “Violazione della privacy” e “gravi disagi per i pagamenti”, e la risoluzione ” unilaterale dell’istituto contrattuale delle ’35 ore’ della polizia locale senza alcuna giustificazione di sorta”.
Ieri, venerdì 27 febbraio, come un fulmine a ciel sereno è arrivata la dura presa di posizione di Gloria Guidi, Greta Tommasi, Moreno Di Cola e Daniele Vecciani della Rsu di Cisl e Uil.
“Non c’è stato alcun preventivo confronto con la maggioranza della Rsu né con le altre sigle sindacali o con il personale mediante apposita assemblea” dicono in un documento congiunto dove sottolineano che le sigle sindacali “hanno manifestato contrarietà e dissociazione” rispetto all’azione fatta dalla Fp Cgil e che questa azione comprometterebbe “il clima lavorativo” andando a “indebolire la reale tutela degli interessi del personale”.
Sul tavolo della prefettura la richiesta del sindacato rimane. Vediamo se nei prossimi giorni ci sarà o meno questo incontro che potrebbe chiarire questa situazione.


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