Forte dei Marmi, Dori denuncia: “Nuovo caso di conflitto di interessi”. La replica di Mazzoni

“Questa vicenda rappresenta l’ennesimo caso di potenziale conflitto di interessi a Forte dei Marmi”. Paola Dori, avvocata di origine fortemarmina, denuncia un nuovo possibile caso di sospetto conflitto di interessi attraverso un video a cui è seguito un piccato botta e risposta col vicesindaco Andrea Mazzoni. Ma andiamo con ordine.

Tutto sarebbe nato dalla decisione, sancita in una recente delibera consultabile sul sito del Comune, di concedere per altri 20 anni la concessione demaniale al ristorante La Barca.
Ristorante acquistato nel 2025 dall’investitore russo Timofey Kurgin già proprietario di Montecristo di Levante, Montecristo di Ponente e bagno Belvedere e amministratore unico della società.

“Kurgin resta però amministratore unico della società La Barca per pochi mesi – spiega Dori – perché a settembre viene nominato amministratore unico a tempo indeterminato con poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione il giovanissimo e allora diciannovenne Lapo Eufrate di Carrara”.

Eufrate che è di conseguenza il destinatario del provvedimento. Nella determina si legge che, in base alle relazioni allegate al provvedimento, viene concessa la durata massima del titolo concessorio, ovvero 20 anni.

“Le relazioni in questione sono due – precisa Dori – La prima è una relazione tecnica progettuale e consiste sostanzialmente nella completa demolizione dell’immobile oggetto di intervento. Chi ha presentato questo progetto? La Mad Project 63, che è una società di consulenza internazionale con sede a Forte dei Marmi, specializzata in in servizi immobiliari, progettuali. Una relazione firmata dagli architetti Francesco D’Amato e Giacomo Santi. La seconda relazione, fondamentale, è stata presentata il 14 aprile 2026 dal professionista incaricato dal concessionario, quindi dal ventenne Eufrate. Con questa relazione è stata presentata l’ultima integrazione al piano economico 2025”.

Una relazione che, applicando l’indice di redditività, determina il periodo necessario per il recupero dell’investimento indicato in 3 milioni e 532mila euro. “Come scritto nella relazione – precisa Dori – applicando tale indice di redditività, il periodo stimato per il recupero dell’investimento è pari a 23 anni e 8 mesi, quindi si ritiene di poter concedere il termine massimo di durata del titolo concessorio che scadeva nel settembre 2027 in altri 20 anni”.

“E chi è il tecnico che ha redatto e sottoscritto questa relazione economica finanziaria? – chiede Dori – Il tecnico è il dottor Fabio Mazzoni, padre del vicesindaco, nonché assessore pluridelegato Andrea Mazzoni. Questo rapporto di parentela tra vicesindaco e assessore e il tecnico incaricato dal privato concessionario della barca per redigere quella determinante relazione finanziaria corrisponde ai criteri di imparzialità, di integrità, di correttezza, di buona fede, di proporzionalità, di obiettività, di trasparenza, di equità e di ragionevolezza e di indipendenza che sono tutte esplicitazioni dell’articolo 97 della Costituzione? Secondo me no. Questa vicenda, questo caso, costituisce l’ennesimo potenziale conflitto di interessi in comune a Forte dei Marmi? Secondo me sì”.

L’uscita di Dori ha trovato una piccata replica da parte del vicesindaco fortemarmino. “I tuoi video – scrive Mazzoni in risposta all’avvocata – non sono, come vuoi far credere ‘illuminata informazione’ o frutto di analisi e studio sera e obiettiva degli atti comunali. Al contrario. Sono video mirati a colpire le persone che stai attaccando e in cui fornisci solo le informazioni che ritieni opportuno dare, sempre nella tua logica complottista. Questo ne è l’esempio lampante. Ometti di dire che La Barca ha avuto una pubblicazione al burt regionale a luglio 2024 dell’atto formale presentato molti mesi prima e fai passare il rinnovo della concessione come qualcosa di deciso oggi solo perché, evidentemente, collegato allo studio Mazzoni. L’atto formale in questione, invece, è l’ultimo pubblicato dal comune di Forte dei Marmi in quanto le sentenze del consiglio di stato del 2024, nel gran caos che esiste a livello demaniale, hanno portato a dover sospendere la pubblicazione degli atti formali in assenza dei requisiti di gara. La procedura e’ quindi passata da una vera e propria evidenza pubblica, l’ultima in questo caso prima dei requisiti di gara, ed ha diritto…dopo 2 anni…di concludersi”.

Mazzoni poi dà delle specifiche temporali “L’incarico fu acquisito dal nostro studio ben prima con la famiglia Petrucci – precisa il vicesindaco – e il pef inviato recentemente è solo un aggiornamento di quello presentato anni fa a corredo dell’istanza di atto formale. Tutto è trasparentemente pubblicato all’albo pretorio, con tanto di nome di mio padre. Nulla da nascondere nulla da celare. Il nostro studio si occupa di queste attività da anni e certamente non sono disposto a continuare a subire i tuoi moralismi accusatori che ledono anche la mia immagine professionale oltre che la mia sfera personale e politica, per non parlare della figura di mio padre”.

Mazzoni poi conclude parlando di conflitto di interessi. “Il conflitto di interessi. Quale? – domanda Mazzoni – La valutazione dell’atto spetta alla dirigente che valida il pef e l’atto, la determina, è solo suo. Nessuna legge impedisce a me o mio padre di produrre atri professionali in Comune e il conflitto di interessi si determina su atti sottoposti al mio giudizio e alla mia espressione di voto, in sostanza le delibere di giunta, nelle quali, ove capitano conflitti, ovviamente non partecipo”.


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