Forte dei Marmi, Ghiselli incalza il Comune su chioschi e concessioni

Durante il consiglio comunale del 29 giugno di Forte dei Marmi la notizia era passata quasi in sordina, sibillina. Una obiezione mossa da parte del consigliere di minoranza Enrico Ghiselli prima della votazione della conferma delle schede 10,11 e 12 riguardanti il regolamento comunale per la disciplina del commercio su aree pubbliche, in mercati, fiere, posteggi isolati ed in forma itinerante approvato con deliberazione consiliare del 29 settembre 2004.

Una conferma resasi necessaria dopo la sentenza del Tar del 27 maggio che aveva ordinato all’amministrazione comunale fortemarmina un provvedimento espresso entro 30 giorni che aveva dichiarato illegittimo il silenzio dell’amministrazione sul caso.

“La storia – come spiegato dall’assessore Massimo Lucchesi durante il consiglio – parte dal 2025 quando ci sono pervenuti alcuni esposti circostanziati sul fatto che in queste schede fosse effettuata la spunta su giorni e orari di vendita e fosse venduta merceologia non consentita dalle schede stesse che prevede la vendita di palloni gonfiabili e pupazzi gonfiabili e niente altro”. “Oggi siamo qui per riaffermare che non è consentito il cambio tipologia di merce: le schede prevedono palloni e pupazzi gonfiabili”.

Prima di andare al voto, che ha confermato il ‘niet’, Ghiselli aveva preso parola. “Ho un dilemma su questa pratica – osservava il consigliere ed ex assessore – Anche perché qualche anno fa abbiamo deliberato una richiesta dei concessionari di ampliare la possibilità di vendita merceologiche. Queste persone avevano detto di aver difficoltà con le merci che avevano per il sostentamento. E fu fatta una delibera specifica ampliando la tipologia di merceologia per i soggetti che avevano fatto richiesta, pensando che questi avessero necessità di mantenere l’attività. Ma questa cosa ha avuto riscontri diversi con le attività poi cedute ad altri soggetti. Ho qualche difficoltà a capire. In alcuni casi risposte positive e in altre negative. Non riesco a capacitarmi del perché”.

Ma quale era il caso in cui era stata avallata la richiesta dei concessionari? Abbiamo chiesto allo stesso Ghiselli. “I chioschi in questione erano due, presenti in piazza Marconi – specifica il consigliere comunale – uno che vendeva fiori e l’altro bigiotteria varia. Nella delibera è scritto che è stato concesso l’ampliamento della vendita degli oggetti a carattere personale (Nella delibera 28 del 2023 si specifica che la concessione, rinnovata fino al 2032, è stata concessa “a carattere personale” e “non è ammessa la concessione, ad alcun titolo, ad altri”, ndr). E poi le due persone concessionarie, hanno ceduto il tutto a Loro Piana in subaffitto. Perché in quel caso andava bene e in altri no?”

Ghiselli aveva già presentato richiesta in merito due volte nel 2025 aventi come oggetto una ‘segnalazione di mancato rispetto delle normative riguardanti il regolamento comunale per la disciplina del commercio su aree pubbliche”. Nella prima missiva di giugno 2025 si spiegava che già l’anno precedente (2024) aveva segnalato a suo avviso delle irregolarità e non aveva “Notato alcun cambiamento della situazione” per quanto riguarda i due chioschi di piazza Marconi. In quello registrato sotto la scheda 5, sarebbe “autorizzata la vendita di piante e fiori e articoli per l’arredamento e l’ornamento della casa (mobili esclusi)” ma in “difformità sono esposti capi di abbigliamento e accessori di abbigliamento”.

In quello registrato nella scheda 8, ci sarebbe l’autorizzazione “per la vendita di bigiotteria e accessori di abbigliamento” ma sarebbero stati esposti, come puntualizza Ghiselli, “in difformità capi di abbigliamento, accessori di abbigliamento e accessori di arredamento” con lo stesso consigliere che chiudeva la nota sottolineando che “Essendo un zona centrale, molto frequentata anche da amministratori e polizia municipale, non si comprende la mancata contestazione delle difformità riscontrabili con molta facilità”.

Nella missiva di agosto, Ghiselli tornava sull’argomento e spiegava che aveva riscontrato che erano stati tolti i capi di vestiario esposti nei chioschi, che erano state successivamente disposte “sanzioni amministrative” ai chioschi per andare a chiedere, stante la non ammissione di concessione ad alcun titolo ad altri, “Come è stato possibile volturare a favore di Loro Piana spa le due concessioni in oggetto rinnovate nel 2023?” e “come mai per il posteggio fisso scheda 5 ci sono 2 atti di subentro?”


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