La ‘questione pubblicità nei bagni’ continua a tenere banco a Forte dei Marmi in quello che ormai si potrebbe definire uno scontro aperto tra maggioranza e opposizione. Dopo le parole di Enrico Ghiselli, consigliere di Legalità e trasparenza che avevano definito ‘nulla’ la votazione della modifica al regolamento sulla possibilità di fare pubblicità su teli da mare e cuscini – di grandezza massima 20×40 centimetri – a causa di un presunto conflitto di interessi che avrebbe coinvolto due membri della maggioranza che, a suo avviso, avrebbe fatto scendere il numero di votanti da 7 a 5 sul totale di 13 con l’opposizione che aveva abbandonato l’aula, ieri 6 maggio, era arrivata la replica sulle pagine della Nazione da parte di Noi del Forte che avevano bollato la cosa come “populismo spicciolo” e risposto a Ghiselli di “portare le prove”.
“L’amministrazione Murzi è ormai ‘in confusione’ – replica Ghiselli – Alle mie riflessioni sulla validità della votazione a mio parere non valida a causa della presenza di consiglieri in palese ‘conflitto d’interessi’, visto che la approvazione della delibera permette a due consiglieri di maggioranza facenti parte di due società che gestiscono due stabilimenti balneari distinti, uno come ‘socio accomandatario’, e l’altra come ‘socio semplice’, di poter ottenere un vantaggio economico o in base a una ‘dazione economica’ o ad una ‘dazione di servizi’, loro buttano la palla in tribuna cercando di ‘denigrarmi’ affermando testualmente ‘dispiace constatare che, dopo nove anni di presenza in Consiglio Comunale, Ghiselli non abbia ancora compreso……… ci fa assistere ancora una volta alla politica del nulla con accuse lanciate senza alcun controllo o verifica documentale, né accessi agli atti…’. Ma di cosa parlano?”
Ghiselli prosegue con le sue osservazioni in merito. “Paiono autodefinirsi ‘incompetenti’ – incalza il consigliere di opposizione – oppure in malafede, visto quello che scrivono. I sei consiglieri di maggioranza, il sindaco e il suo vice, forse non riescono a distinguere tra una ‘accusa’ ed una ‘constatazione di fatto’?”
Secondo Ghiselli la situazione sarebbe palese. “Io non ho fatto altro che constatare dei fatti che dimostrano un conflitto di interessi – sottolinea – non ho minimamente parlato di reati perché di reati non ve ne sono riscontrabili al momento in virtù della abolizione del reato di abuso di ufficio attuata dal ministro Nordio ma certamente, chi ha partecipato alla votazione della delibera oggetto di contestazione ha mancato ad una regola di democrazia, trasparenza e legalità”.
Nel suo intervento nel consiglio comunale del 7 aprile, Ghiselli ricorda che aveva “invitato la maggioranza a riflettere su possibili incompatibilità a partecipare alla votazione da parte di alcuni consiglieri aventi ruoli nelle specifiche attività balneari. Ovviamente inascoltato. La ‘sanatoria’, perché di quello si è trattato, doveva essere approvata. Anche con il voto di chi aveva evidenti conflitti di interessi”.




