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Forte dei Marmi: la Polizia Locale tra scelte discutibili e dialogo assente

C’è qualcosa che non torna nella gestione della Polizia Locale di Forte dei Marmi. A denunciarlo, con parole nette ed esplicite, è la Fp Cisl Toscana, che accusa l’Amministrazione comunale di aver trasformato l’inosservanza delle relazioni sindacali in una prassi consolidata. Non si tratta, secondo il sindacato, di un episodio isolato o di una divergenza interpretativa: il quadro descritto è quello di una gestione unilaterale, autoritaria e scarsamente attenta tanto ai diritti dei lavoratori quanto alla qualità del servizio reso ai cittadini.A firmare il “J’accuse”, dettagliatissimo, è il segretario della Fp Cisl Toscana, Stefano Leporale, che ha inviato una nota al fulmicotone al sindaco di Forte dei Marmi Bruno Murzi, all’assessore alla polizia locale Massimo Lucchesi e, per conoscenza, al segretario comunale Luca Lazzarini. Oltre, ovviamente, ai media. Il primo dato che colpisce, attacca il sindacato, riguarda l’organico: tre ufficiali e venti agenti per un Comune che nei mesi estivi vede moltiplicare la propria popolazione a causa del turismo. Numeri che appaiono oggettivamente esigui, soprattutto se si considera che alcuni servizi di pattugliamento vengono svolti da un solo operatore, con evidenti problemi di sicurezza personale. Invece di rafforzare il corpo con nuove assunzioni o con una riorganizzazione efficace, l’amministrazione avrebbe scelto di ricorrere a un istituto di vigilanza privata. Una decisione che solleva più di un interrogativo: quali funzioni vengono delegate? Con quali poteri? E soprattutto, può davvero la vigilanza privata sostituire il ruolo istituzionale della Polizia Locale nella sicurezza urbana? Sono gli interrogativi che pone la Fp Cisl regionale. Non meno controversa sarebbe la scelta organizzativa che attribuisce al dirigente del Comando anche la responsabilità dei settori ambiente e suolo pubblico: in questo modo, la stessa figura che autorizza determinate attività sarebbe poi chiamata a controllarle e, se necessario, a sanzionarle. Una sovrapposizione di ruoli che, spiega il sindacato, rischia di configurare un evidente conflitto di interessi e che indebolisce la percezione di imparzialità dell’azione amministrativa. In un ente pubblico, la distinzione tra chi autorizza e chi controlla non è un dettaglio formale, ma una garanzia di trasparenza. Ma è soprattutto sul piano delle relazioni sindacali che la denuncia si fa più dura. Da oltre due anni, sostiene la Cisl, l’orario di lavoro ordinario sarebbe stato modificato con atti unilaterali, senza l’attivazione delle procedure contrattuali previste. L’introduzione di turni serali invernali e, più recentemente, l’Ordine di servizio n. 1/2026 avrebbero inciso su un assetto consolidato da oltre vent’anni, quello delle 35 ore settimanali previste dal Ccnl del 1° aprile 1999. Il tutto senza confronto con le organizzazioni sindacali. Se così fosse, non si tratterebbe soltanto di una scelta organizzativa, ma di un metodo che esclude il dialogo e marginalizza le parti sociali. Le conseguenze si riflettono anche sulla vita privata degli operatori, attacca ancora la FP Cisl: in un comando già sottodimensionato, l’assenza di una reale rotazione nei turni festivi comporterebbe disagi importanti. Un agente, per trascorrere il Natale con la famiglia, dovrebbe ricorrere alle ferie, mentre gli altri dipendenti comunali restano a casa senza alcun debito orario. Una disparità che alimenta malcontento e senso di ingiustizia, in un contesto dove la motivazione del personale dovrebbe essere una priorità. A questo si aggiunge il tema economico. Le indennità di servizio esterno, i compensi per particolari responsabilità e le quote di previdenza complementare — aggiornate in molti altri comandi — a Forte dei Marmi sarebbero rimaste ferme. La percezione, denunciata dal sindacato, è quella di una progressiva riduzione delle tutele e del riconoscimento professionale. Eppure, le risorse derivanti dalle sanzioni e le opportunità offerte dal nuovo quadro normativo potrebbero consentire investimenti in personale e dotazioni. La scelta di non farlo appare quindi politica prima ancora che tecnica. Ridurre questa vicenda a un semplice conflitto tra amministrazione e sindacato sarebbe miope. La questione tocca la qualità della governance, la trasparenza delle decisioni e l’efficacia della sicurezza urbana in un Comune che vive anche della propria immagine. Forte dei Marmi non è un piccolo centro qualsiasi: è una realtà di forte visibilità, dove il buon funzionamento dei servizi pubblici è parte integrante dell’identità cittadina. Se le accuse della Cisl trovassero conferma, sarebbe evidente la necessità di un cambio di rotta.


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