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Forte dei Marmi, l’allarme: “Posti di lavoro a rischio nel settore balneare”

Circa 500 persone. Sarebbe questo il numero di lavoratori, ovvero l’indotto, interessato dalle feste che si tengono negli stabilimenti balneari durante l’estate a Forte dei Marmi. Un numero stimato da alcuni balneari fortemarmini tra lavoratori dei catering, tecnici, disc jockey e addetti di vario tipo che partecipano alla realizzazione delle feste con musica dal vivo sull’arenile fortemarmino e creano una piccola economia a sé in Versilia.
E che probabilmente potrebbero vedere il loro lavoro calare nella prossima stagione estiva. Una possibilità nata a seguito della ventilata ipotesi della giunta fortemarmina di mantenere le 40 serate ‘extra’ per ogni stabilimento balneare ma di diminuire il numero di feste con musica. Il numero per la stagione 2026 passerà infatti a circa 10 il mese: praticamente 30 in meno della stagione 2025.
“Il conto delle circa 500 persone fu fatto da alcuni balneari mesi fa – ricorda Massimo Dinelli, segretario Filcams Cgil Lucca Versilia – ma è evidente che con la decisione di passare a 8-10 feste a stagione ci saranno ripercussioni sull’occupazione. Probabilmente tanti stabilimenti riusciranno a gestire il tutto con personale ordinario rispetto a quando di feste ne erano possibili 40. Da un lato bene che ci siano regole chiare da subito al contrario della scorsa stagione quando ci furono cambiamenti in corsa. Dall’altro però parliamo di parecchi posti di lavoro in meno”.
Più moderata la reazione di Roberto Pacini della Uiltucs Versilia. “Non vogliamo creare allarmismi – commenta Pacini – anche se ovviamente attenzioniamo la situazione. Quando si parla di posti di lavoro drizziamo sempre le orecchie e parliamo di un comparto, quello turistico, molto importante per tutta la zona della Versilia. Sicuramente ci sarà un impatto a livello lavorativo anche se al momento è difficile da quantificare e andiamo cauti. Bisogna valutare che contesto si svilupperà nei prossimi mesi. Speriamo si trovi una quadra e, a mio avviso, un tavolo di confronto sarebbe gradito”.


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