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Forte dei Marmi, l’attacco: “Mentre noi parliamo di cene, altri costruiscono destinazioni. Manca un piano del turismo”

“Il problema non è solo l’ordinanza in sé, ma ciò che rappresenta: l’ennesima decisione presa all’impronta, priva di una visione strategica poliennale. Ci troviamo di fronte a un’amministrazione che naviga a vista, reagendo agli eventi invece di governarli”. Rachele Nardini, consigliera comunale di Amo Forte ed ex assessora della giunta Buratti, spara a zero sull’amministrazione fortemarmina. Nel mirino la recente ordinanza che ha fatto calare il numero di feste con musica dal vivo per gli stabilimenti balneari da 40 a 8.
“Oggi si limitano le feste perché si insegue un’idea di ‘decoro’ estemporanea – continua Nardini – domani magari si cambierà rotta di nuovo. Questo modo di procedere ‘a strappi’ è il vero limite al turismo: l’incertezza normativa allontana gli investitori locali o internazionali che, a differenza nostra, programmano su base decennale. Mentre noi discutiamo di quante cene fare, i nostri competitor nel Mediterraneo costruiscono destinazioni. Il rischio di perdere appeal è reale, perché l’eccellenza non si improvvisa con un decreto d’urgenza. La mancanza di una politica turistica incide soprattutto sulle future evidenze pubbliche relegando in un angolo tutti quegli operatori che per anni hanno ben lavorato per la crescita nel lungo periodo”.
Nardini e altri consiglieri avevano proposto anche di creare una commissione ad hoc su turismo, demanio ed evidenze pubbliche ma non sarebbero stati ascoltati. Intanto molti balneari restano perplessi sull’ordinanza che per alcuni creerebbe ‘confusione’. “La confusione è la naturale figlia dell’estemporaneità – attacca Nardini – Quando si scrive un’ordinanza per tappare un buco o rispondere a una polemica del giorno prima, è inevitabile che il testo risulti poco chiaro, se non addirittura contraddittorio, come rilevato dagli stessi operatori. Si crea un ginepraio burocratico dove distinguere tra ‘musica di sottofondo’ e ‘musica dal vivo’ diventa un esercizio soggettivo, mettendo in difficoltà sia i titolari dei bagni sia chi deve controllare. È il classico metodo di questa amministrazione: si lancia un provvedimento e poi si vede l’effetto che fa, lasciando a chi lavora l’onere di interpretare regole scritte in fretta e furia”.
Secondo la consigliera comunale, l’ultima ordinanza del sindaco Bruno Murzi sarebbe dettata dall’idea di ricandidarsi. “Non nascondiamoci dietro a un dito – sentenzia Nardini – Murzi amministra da quasi 10 anni. Fino a quando non ha iniziato a pensare a ricandidarsi per il terzo mandato non ha messo in atto nessun intervento per disciplinare le feste in spiaggia. L’anno scorso, in seguito a numerose lamentele da parte di cittadini residenti ha capito che stava perdendo voti e come risposta ha creato la famosa ordinanza del 28 luglio per ristabilire regole sul mare. Io credo che un sindaco debba essere come un padre o una madre che si occupa dei propri figli, quotidianamente. Non puoi pensare di lasciarli liberi di giocare senza regole e controlli per anni e poi un giorno dirgli ‘non rispetti le regole, ora mettiti a studiare!’ Sappiamo tutti le reazioni che si ottengono”.
Per Nardini l’amministrazione avrebbe una mancanza per quanto riguarda il governare il turismo cittadino. “La mancanza assoluta è la prospettiva – osserva la consigliera comunale – Questa è un’amministrazione che risolve i problemi con la logica del ‘cerotto’: se rubano i Rolex, la risposta è ‘non ostentare’ o assumere più vigilantes e più vigili; se si parla di difesa della tradizione, si autorizzano migliaia di feste senza un filo conduttore. È un approccio puramente reattivo e mai proattivo. Manca un piano industriale del turismo che guardi ai prossimi dieci anni, vent’anni, che decida cosa vuole essere il Forte nel 2045. Senza una programmazione seria, rimaniamo ostaggi di decisioni estemporanee che, al di là del valore del singolo provvedimento, denotano un’incapacità di progettare il futuro, riducendo una delle mete più prestigiose al mondo a un laboratorio di esperimenti amministrativi quotidiani”.


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