spot_imgspot_imgspot_img
spot_imgspot_imgspot_img

Forte dei Marmi, l’ordinanza per le feste è un caso: “Confusa e rende difficile fare turismo”

“È un’ordinanza che limita il lavoro degli stabilimenti balneari e rende difficile fare turismo”. Fabio Giannotti manager di Alpemare va dritto al punto. La nuova ordinanza del comune di Forte dei Marmi che disciplina il limite delle serate con musica dal vivo per gli stabilimenti balneari dal 1 aprile al 30 settembre 2026 ha lasciato perplessità in numerosi operatori.
L’ordinanza prevede che ogni bagno potrà effettuare un massimo di 40 aperture serali complessive – matrimoni compresi – tra il 1 giugno e il 6 settembre di cui 32 dedicate allo svolgimento di cene accompagnate da musica a bassa potenza e 8 in cui si potrà fare musica dal vivo con utilizzo di impianti di amplificazione. Sarà possibile fare matrimoni ‘in più’ nel periodo precedente al 1 giugno e successivo al 6 settembre.
“Si pensava – chiarisce Giannotti – che i matrimoni dal 1 giugno al 6 settembre fossero esenti e invece sono inclusi. Era un modo per attirare a Forte dei Marmi un turismo, quello dei matrimoni, sempre più in espansione. Non si pensa che chi si vuol sposare sul mare lo vuol fare col bello, non col tempo incerto come può essere ad aprile, maggio o fine settembre”.
Ma non sarebbe questo il problema principale dell’ordinanza stando a Giannotti. “Se si fa vedere l’ordinanza – osserva il manager di Alpemare – si vede che ci sono 8 articoli di disciplina e 6 articoli di sanzioni. Tra l’altro divisi in maniera proprio precisa su qualsiasi tipo di violazione. È molto specifico, si cita il Tulps, e c’è un paragrafo sul divieto di svolgere spettacoli e trattenimenti pubblici. Però… Si dice che si può fare musica e poi che sono vietati ‘a titolo esemplificativo ma non esaustivo, allestimenti di sala, platea, pedana…’. Ma pedana cosa vuol dire? Prima dici che posso avere una pedana da 6×4 ma non la posso montare perché è vietato il pubblico spettacolo?”
L’ordinanza si farebbe farraginosa secondo Giannotti. “Poi nel testo prosegue che sono vietati ‘allestimenti scenici con luci’ – commenta – e mi dici che posso piantare pali da 3 metri per mettere l’illuminazione. E allora quella cos’è? È pubblico spettacolo o no, visto che mi autorizzi? ‘Richiamo di ampio pubblico oltre la normale attività di somministrazione di alimenti e bevande’. Ma se io sono un esercizio che fa 300 coperti il giorno e la sera ho 300 coperti con la musica e il Tulps sopra i 200 lo dichiara pubblico spettacolo, che si fa? Sono autorizzato o no?”
Si rischierebbe in pratica che la norma sia interpretabile sia dal controllore che dal controllato.
“Rende difficile capirlo agli operatori e rende difficile capirlo anche a chi dovrà venire a fare i controlli – chiosa Giannotti – tutti vogliamo stare nelle regole, questo è poco ma sicuro. Ma ci vogliono regole chiare e di buon senso, anche per il turismo. Con questa ordinanza il sindaco ha fatto una scelta, di un paese con ‘meno movida’. È logico che Forte dei Marmi è un brand molto alto e difficilmente ci faranno concorrenza ma facciamo attenzione perché mentre noi tendiamo a fare un passo indietro su questa opportunità da dare al turista, nei comuni limitrofi e in generale in Toscana in tanti stanno facendo un passo avanti”.


Scopri di più da TGRegione.it

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

ultimi articoli