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Forte dei Marmi, Murzi: “A maggio butteremo giù l’ex Greppia”. Dori: “La Roseto impugnerà la sentenza o no?”

“La piazza della chiesa si farà, procederemo nel prossimo mese all’abbattimento dello stabile e vi assicuro che per me è una giornata meravigliosa”. Ad annunciare la novità per Forte dei Marmi, il sindaco Bruno Murzi. Il primo cittadino ha dato la notizia ai fortemarmini direttamente tramite i social.
“La commissione regionale per il patrimonio culturale – ha detto Murzi – ci ha appena dichiarato che la ex Greppia non è di interesse storico, culturale o architettonico. Questo significa che lo stabile può essere abbattuto e presto ci sarà la piazza accanto alla chiesa. Sono felice per i cittadini, è una vittoria per l’amministrazione e una sconfitta per chi negli ultimi 5 anni ci hanno frapposto ostacoli di ogni genere, fra esposti alla procura della repubblica, alla corte dei conti, alla soprintendenza, si sono inventati il catasto leopoldino e tutto quello che poteva essersi inventato..”.
Ai primi di marzo il Tribunale amministrativo regionale (Tar) toscano aveva respinto i ricorsi presentati dalla società Roseto di Milano in merito al procedimento di esproprio dell’area dell’ex Greppia, avviato dall’amministrazione.
“La sentenza che dà ragione al Comune è stata notificata alla Roseto? – chiede l’avvocata Paola Dori – La Roseto ha impugnato la sentenza al Consiglio di stato? La Roseto ha 60 giorni per farlo e il termine decorre da quando gli è stata notificata la sentenza da parte del Comune. Quindi, con tutto il rispetto per la commissione regionale, il vero elemento da comunicare è: a che punto è la sentenza di primo grado con la quale il Tar ha dato ragione al Comune?”
Un punto che non sarebbe di poco conto, soprattutto per le eventuali tempistiche di abbattimento dello stabile e conseguente rifacimento della piazza.
“Se la Roseto impugna la sentenza al Consiglio di Stato – spiega Dori – potrebbe chiedere la sospensiva dei provvedimenti del Comune che hanno avviato esproprio ed abbattimento. Potrebbe anche non chiederla, ovvero potrebbe essere respinta, ma con un procedimento di secondo grado al Consiglio di Stato del cui esito nessuno può ragionevolmente anticiparlo: abbattere l’ex Greppia è una assunzione di responsabilità da parte del Comune ad un anno peraltro dalle elezioni con il rischio che questa scelta ricada sulla amministrazione eletta nel 2027 che potrebbe o non potrebbe essere diversa”.
Già nel 2008 un contenzioso nato proprio sulla ex Greppia venne definito con la sentenza di secondo grado del consiglio di stato nel 2017, quando si insediò la giunta del sindaco Murzi.
“Quindi l’ipotesi che la Roseto impugni la sentenza del Tar continuando un lungo contenzioso non è così azzardata – osserva Dori – È per questo che sarebbe stato opportuno che il sindaco nel suo video di ieri, oltre alla decisione del consiglio regionale per il patrimonio culturale, comunicasse alla comunità anche se e quando il Comune ha notificato la sentenza del Tar alla parte soccombente Roseto. Perché questo è l’elemento preminente che può decidere i tempi del percorso amministrativo e la realizzazione della piazza”.

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